Oddo fa all-in prima di Benevento-Spal: “Se vinciamo ci salviamo”

Un pizzico di risolutezza accompagnata dalla consueta cautela nelle parole dell’allenatore biancazzurro all’antivigilia del lunch match di Pasquetta: “Non bisogna avere l’idea che se non vinciamo siamo retrocessi, ma andiamo a Benevento per vincere”

In collegamento Skype dal ritiro di Pescara, Massimo Oddo ha analizzato il momento della squadra prima della partita cruciale contro il Benevento che si terrà lunedì 10 aprile alle 12:30. Contro la Strega il tecnico pescarese avrà a disposizione tutti i giocatori che sono partiti per il ritiro, anche Arena. Appuntamento su CalcioSpal.it per vivere insieme la diretta del match.

FORMAĀ e CONVINZIONE Ā«Il gruppoĀ non ĆØ rassegnato: ci stiamo allenando bene, siamo motivati e ci crediamo ancora. Abbiamo davanti uno spartiacque importante e se vinciamo a Benevento ci salviamo.Ā Io ci credo ancora moltissimo e voglio che i ragazzi facciano altrettanto: un risultato positivo a Benevento ci aprirebbe delle porteĀ significative perchĆ© dopo c’è una partita in casa contro una diretta concorrenteĀ (Brescia, ndr) e poi il Perugia ha perso in casa contro la Reggina ed ĆØ rimasta lƬ. Ho questa sensazione e cerco di trasmetterla ai mieiĀ giocatori. Vedendo gli allenamenti e gli atteggiamenti e sentendo le parole, intuisco che i ragazzi hanno la stessa convinzioneĀ».Ā 

LUCI e OMBRE Ā«L’atteggiamento tattico ormai ĆØ tracciato: andrò contro corrente ma la squadra sta crescendo sotto un certo punto di vista. Poi ĆØ ovvio che abbiamo i soliti limiti che si sono visti nell’ultima mezz’ora della partita contro la Ternana. Tuttavia ĆØ anche vero che la squadra fino al 65’ ha fatto una buonissima partita, tant’è che fino a quel momento lo stadio ci sosteneva: non ci avrebbe incitato se non avesse visto in campo una squadra che stava lottando e stava comunque facendo una buona gara. ƈ una veritĆ  e bisogna sottolinearlo con luciditĆ , poi con la stessa luciditĆ  bisogna affermare che l’ultima mezz’ora ĆØ stata brutta: ci siamoĀ abbassati e siamoĀ rimasti lƬ. Dobbiamo migliorare sotto il punto di vista della gamba, della personalitĆ , del cercare di tenere il baricentro più alto per evitare di farci schiacciare dalla paura di essere schiacciati. Se miglioriamo questo e riusciamo a stare in partita più di 65 minuti secondo me la squadra può dire la sua con chiunqueĀ».Ā 

CONDIZIONE PSICOFISICAĀ Ā«Non bastano due settimane di allenamenti per alzare il potenziale metabolico. Quello che si può fare ĆØ migliorare la condizione fisica dei giocatori che vengono da un infortunio, vedi Nainggolan. A livello generico di squadra siĀ può fare poco. ƈ evidenteĀ tuttavia cheĀ non si tratta solo di condizione fisica, maĀ anche diĀ aspetto mentale: negli ultimi 30 minuti con la Ternana c’era in campo un centrocampo fresco, appena entrato, escluso Prati. ƈ stato un atteggiamento conservativo: vincevamo 1-0, stavamo difendendo il risultato e in quel momento l’aspetto mentaleĀ suggerisce di stare più basso e proteggere, ma paradossalmente ĆØ peggio. Bisogna avere la forzaĀ di alzarsi, soprattutto con i centrocampisti: la difesaĀ può salire solo quando il centrocampo riesce a dare palla coperta. Poi serve malizia e una strategia di gara intelligente cheĀ tenga inĀ considerazione tutti i fattori: ioĀ valuto l’avversario, la mia squadra e scelgo una formazioneĀ equilibrata che possaĀ ottenere un risultato positivoĀ».Ā 

SCELTE Ā«Scegliere un atteggiamento più conservativo per andare all’attacco nel finale oppure provare a vincere la partita subito e conservarla poi?Ā Rinunciare dal primo minuto a giocatoriĀ che possono fare la differenza per inserirli nel finale oĀ sfruttare fin daĀ subito le loroĀ potenzialitĆ ? Ho pensato aĀ tutto e di ogni cosa ci sono i pro e i contro. Non ĆØ semplice fare a menoĀ inizialmente deiĀ giocatoriĀ tecnicamenteĀ superiori che possono trainare la squadra. L’unica veritĆ  ĆØ che l’allenatore manda in campo sempre gli 11 più funzionali, perchĆ© magari si prepara una strategia, anche se poi in partita può essere smentita immediatamenteĀ».

IN MERITO ALLA RETROCESSIONE-SUICIDIO DI CUI PARLAVA MECCARIELLO Ā«Sono situazioni complesse. ƈ difficile colpevolizzare alcuni giocatori perchĆ© sono più esperti o altri perchĆ© sono più giovani. La veritĆ  ĆØ che c’è un gruppo che non sta rendendoĀ secondo le aspettative, ma ĆØ anche vero che in questo momento dobbiamo tirarci fuori da una situazione complessa e,Ā aldilĆ  di tattica,Ā tecnica oĀ qualitĆ , servono i valori. La storia di un giocatore non conta nulla: conta solo il presente perchĆ© attraverso il presente si costruisce il futuro.Ā QuandoĀ metto in campo un giocatore non guardo alle presenze, ma alla funzionalitĆ  e a quello che mi fa vedere durante gli allenamenti. Per questo mando in campo Contiliano che ha 18 anni ma in questo momento ĆØ pulito di testa e in tutto quello che fa: va in campo perchĆ© lo merita anche se ha 2 presenze in serie B e il suo antagonista che va in panchina ne ha 400Ā».Ā 

SULL’INUTILITƀ DI UN PAREGGIO Ā«Dove sta scritto che il pareggio ĆØ un risultato inutile? Per me il risultato drammatico sarebbe la sconfitta, anche se la matematica dice che ci sono altri 18Ā punti a disposizione. È ovvio cheĀ andiamo a Benevento per vincere, ma se poi non riesci a vincere non devi perdere. Non bisogna avere l’idea che se non vinciamo siamo retrocessi,Ā altrimenti anche in partita si rischia unoĀ sbilanciamento in avanti cheĀ può complicare le cose. Se avessimo anche solo pareggiato contro Cosenza e Südtirol adesso saremmo messi meglio in classifica. Bisogna stare in partita sempre e comunque: cercare di avere lo stesso atteggiamento dall’inizio alla fine e se c’ĆØ da difendere un risultato a tutti i costi sono disposto anche a mettere 10 difensori in campo, ma nei 3 minutiĀ finali non negli ultimi 25Ā».Ā 

RIMPIANTI Ā«In generale non ne ho perchĆ© io e ilĀ mio staff ci mettiamo ilĀ massimo impegno per cercare di capire comeĀ aiutare questi ragazzi dal punto di vista fisico, mentale,Ā tecnico e tattico: anche gli errori non possono essere rimpianti perchĆ© fanno parte del nostro mestiere.Ā L’unico grande rimpianto ĆØ la partita di Cosenza:Ā era uno spartiacque importantissimo. Venivamo da una vittoria fondamentale contro una diretta concorrente e avevamo superato una faseĀ difficile: un risultato positivo a Cosenza, anche un pareggio, avrebbe dato continuitĆ  e fiducia. Invece dopo quella sconfitta si ĆØ dovuto ricostruire l’aspetto psicologico da capo e quindi ĆØ stato fatto qualche passo indietro. Pagherei oro per tornare alla viglia di quellaĀ partitaĀ».Ā 

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