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Spal, ecco perchè richiamare Di Carlo era la soluzione più razionale

Nonostante i primi mesi deficitari a Ferrara, il mister laziale conosce già l'ambiente e avrà voglia di riscatto

Dopo il disastro (l’ennesimo) di Lucca, i tifosi biancoazzurri si interrogano sulla scelta societaria dell’avvicendamento in panchina (anche in questo caso l’ennesimo): non tanto, però, lato esonero di Colucci, ormai davvero indifendibile, quanto sul ritorno di Domenico Di Carlo, che certo non aveva ben figurato nei suoi, pochi, mesi a Ferrara.

L’allenatore laziale, infatti, era arrivato in estate tra i consensi generali di tifosi e addetti ai lavori: un allenatore esperto, navigato e propositivo che avrebbe dovuto riportare subito la Spal in serie B. La storia, invece, non è andata esattamente così visto che Di Carlo ha vinto solamente due gare, alla prima contro la Vis Pesaro e in trasferta contro la Juventus Next Gen all’ultimo minuto, senza però mai dare l’idea di avere la situazione in mano, sia dal punto di vista del gioco sia da quello del modulo, con continui cambi tattici e di interpreti.

Le imbarcate contro Cesena e Recanatese avevano convinto la società a cambiare subito timoniere, sperando di dare una scossa alla squadra e riportare la Spal nella giusta direzione. E, invece, il disastro è stato completato da Colucci, con una situazione precipitata ed una squadra sull’orlo della retrocessione tra i dilettanti: il mister di Cerignola, infatti, ha vinto solamente 2 gare in 19 partite giocate, con una media punti imbarazzante.

Inevitabile, quindi, e con tutta probabilità anche estremamente tardivo, l’esonero mentre sulla scelta di richiamare Di Carlo si può discutere. Se, infatti, su un piatto della bilancia si possono mettere alcune doverose perplessità legate al gioco visto nei primi mesi, dall’altro vanno considerati due fattori tutt’altro che secondari. Di Carlo ha un contratto con la Spal fino al termine della stagione e sarebbe quindi stato azzardato mettere un terzo allenatore a libro paga; dall’altro l’ex mister del Vicenza conosce comunque l’ambiente e la maggior parte dei giocatori, e sarà sicuramente motivato a cercare un riscatto.

Ecco perchè richiamarlo in panchina, anzichè scegliere un nuovo allenatore e ripartire completamente daccapo a metà febbraio, sembra la soluzione comunque più logica e razionale. Sperando che poi risulti la migliore anche a maggio.

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