Tre direttori generali, quattro direttori sportivi e sette allenatori diversi in meno di tre anni. Questa è la sintesi delle ultime stagioni della Spal sotto la presidenza di Joe Tacopina, che ha assunto il comando del club nell’agosto 2021. A quel tempo la società era reduce da una stagione negativa in Serie B e da una recente retrocessione dalla Serie A, ma godeva ancora di una certa stabilità nelle figure chiave. Come riporta il Resto del Carlino, il patron americano ha invece optato per cambiamenti radicali, agendo di impulso ogni volta che i risultati non erano all’altezza delle aspettative.
La figura del direttore generale è stata particolarmente instabile. Andrea Gazzoli, in carica dal 2017, ha lasciato Ferrara per salire di categoria allo Spezia, seguito da Corrado Di Taranto, passato al Cesena. Ora, Luca Carra ricopre questa posizione delicata, diventando il terzo direttore generale in tre anni.
I direttori sportivi non hanno avuto maggiore fortuna. Massimo Tarantino è stato il primo a ricoprire il ruolo sotto Tacopina, seguito da Fabio Lupo, Filippo Fusco, e ora Paolo Danzè. Quest’ultimo è una scelta particolarmente audace, non avendo mai lavorato nel calcio professionistico prima d’ora. La speranza è che possa portare una nuova visione e stabilità all’interno del club.
L’instabilità ha colpito duramente anche la panchina biancazzurra. Dopo l’arrivo di Tacopina, il giovane Pep Clotet è stato subito sostituito. Roberto Venturato sembrava aver trovato un equilibrio, ma dopo alcuni risultati altalenanti è stato anch’egli allontanato. Daniele De Rossi è stata una scelta affascinante ma non adatta al momento della squadra, portando così alla nomina di Massimo Oddo, che non è riuscito ad evitare la retrocessione. Infine, Mimmo Di Carlo e Leonardo Colucci hanno avuto incarichi brevi e complicati, con l’attuale allenatore Andrea Dossena chiamato a guidare un nuovo progetto tecnico.
L’ennesimo cambio di allenatore e dirigenti lascia molte incognite sul futuro della Spal. Tuttavia, c’è anche una certa curiosità e speranza per ciò che Carra, Dossena e Danzè potranno portare. A loro l’arduo compito di invertire questa tendenza contraddistinta da continua instabilità.


