Esaurito il ciclo di presentazioni del nuovo staff tecnico, la SPAL si è ritrovata oggi al Centro Fabbri per dare inizio a una stagione che Joe Tacopina spera di vivere finalmente dalla parte sinistra della classifica. I volti e le parole di Carra, Casella e Dossena hanno infuso una rinnovata speranza nei tifosi, nonostante le difficoltà degli ultimi anni.
Come riporta il QS, il presidente ha deciso di interrompere la continuità con la gestione precedente, principalmente per ragioni economiche. I costi elevati per riscatti e rinnovi di giocatori come Dalmonte, Zilli e Petrovic, oltre alla conferma di Di Carlo, non erano sostenibili per la società. La necessità di ridurre le spese è stata dettata dalla situazione economica del club, che in Serie C deve affrontare un minimo di 5 milioni di euro di perdite stagionali a causa della mancanza di ricavi significativi.
Per sperare di far qualcosa di importante la Spal deve beccare l’anno magico visto che la sopravvivenza richiede di ridimensionare le spese. Mantova, Carrarese e Juve Stabia hanno dimostrato nella stagione scorsa come si possa vincere anche senza grandi acquisti, ma correndo e dandosi una chiara identità di gioco. La nuova triade Carra-Casella-Dossena si è presentata bene, creando fiducia ed entusiasmo.
La situazione della rosa attuale presenta diverse sfide. La squadra è composta da molti giocatori con contratti onerosi e prestazioni deludenti, oltre a giovani non ancora pronti per il palcoscenico della Spal. Ad oggi la squadra è la stessa che aveva a disposizione Colucci visto che ha perso i rinforzi di gennaio che si sono rivelati indispensabili, soprattutto in attacco. Dai due nomi per il reparto offensivo, sarà in buona parte qualificato il lavoro di Casella. Senza i soldi per trattare cartellini di peso, il ds dovrà essere bravo a pescare i due svincolati/prestiti che facciano al caso di Dossena.



Verso l’ennesimo anno zero