Un inizio peggiore, in termini di gol subìti, la Spal l’aveva vissuto solo nel lontano 1953-54: in quel frangente furono ben nove le reti incassate dopo i primi 270 minuti, ma si trattava di Serie A. Ora, invece, i biancoazzurri sono nella palude della terza divisione ed hanno iniziato come peggio non potevano il nuovo campionato, con l’aggravante della partenza ad handicap causa la penalizzazione di tre punti.
Da dove ripartire? Mister Dossena ha i suoi bei grattacapi perchè, per forza di cose, non è ancora riuscito ad imprimere la sua impronta alla squadra. Difficile continuare con un 4-3-3 che si è dimostrato troppo squilibrato, con i reparti che faticano a mantenere le distanze e la squadra eccessivamente lunga e sbilanciata. Inevitabile, quindi, la facilità nel subire occasioni da rete.
L’allenatore biancoazzurro proverà , quindi, ad adottare nuove soluzioni tattiche, nella speranza che i nuovi si adattino in fretta ed assorbano al meglio i suoi dettami tattici. Ma il punto è legato proprio ai nuovi arrivi: le difficoltà economiche e una rosa spropositata al momento dell’arrivo del DS Casella non hanno certo facilitato il compito dell’ex mister della Pro Vercelli, che si è ritrovato a Mezzana in ritiro con molti giocatori che non avrebbero fatto parte della rosa e ha vissuto gli ultimi giorni di mercato sulle montagne russe con operazioni saltate e forse troppi nuovi arrivati grazie all’appendice degli svincolati.
La squadra, inoltre, presenta un paio di lacune da colmare: Karlsson non ha un alterego, e ad Antenucci non si possono certo chiedere i salti mortali, e manca un esterno sinistro d’attacco. Ora la Spal avrà davanti a sè una settimana piena di allenamenti, in attesa del match di sabato in Liguria: giornate in cui tutti i giocatori dovranno mostrare massima applicazione per seguire l’allenatore e cercare di riscattare un inizio stagione davvero ai minimi termini.



Dossena se non vince sabato saluta..