E’ una triste litania quella che i tifosi spallini si ripetono: tredici gare, tre vittorie, due pareggi, otto sconfitte, ventisei gol subìti. Numeri davvero al limite dell’imbarazzante per una squadra partita tra grandi proclami, non certo per vincere a mani basse il campionato ma indubbiamente per rimanere stabilmente in zona play-off, ed ora al penultimo posto in classifica.
Per tornare ad una partenza così brutta, come riportato dai colleghi del Quotidiano Sportivo, bisogna andare indietro addirittura di 40 anni, tralasciando le recenti stagioni di Serie A. Era la stagione 1984 – 85 e la Spal militava in Serie C1; dopo 13 gare i biancoazzurri avevano ottenuto soltanto due vittorie e tre pareggi, racimolando quindi la miseria di 7 punti, che sarebbero 9 col regolamento attuale. Quel campionato iniziò con Galeone in panchina, poi esonerato e sostituito da Danova e richiamato nel finale riuscendo a salvare la squadra per il rotto della cuffia.
Ma guardando agli ultimi anni, purtroppo, i tifosi spallini si sono mestamente abituati a partenze ad handicap: Clotet nella stagione 2021 – 22 in Serie B fece 14 punti in 13 giornate mentre l’anno passato con il duo Di Carlo – Colucci la Spal aveva in questo stesso lasso temporale e di partite 12 punti.
Nell’ultimo campionato, poi, le cose sono svoltate con la squadra biancoazzurra capace addirittura di portarsi ad un punto solo dalla zona play-off, ma quest’anno la situazione sembra assai peggiore ed urgono correttivi al più presto.



Cosa mi tocca comprare una carozella?
Vecchia storia, che dura ormai da tre anni, senza spendere arrivano solo dei brocchi!