Nahuel Valentini parla a La Nuova Ferrara della sua veste di “ex” che contraddistinguerà la sua presenza nel match contro il Sestri Levante, formazione ligure al secondo anno filato nella propria storia tra i pro: “Beh, impossibile non pensare alle cose vissute alla Spal. Sarà bello rivivere i momenti piacevoli, come il finale di stagione quando avevamo ricreato un entusiasmo incredibile assieme alla gente. Se avrei voluto restare? Sì, ma quando col passare del tempo la società ha preso determinate decisioni, ho capito che il mio futuro sarebbe stato altrove. Mi dispiace perché sarebbe stato entusiasmante scoprire cosa si sarebbe potuto fare se fossimo rimasti quelli di fine stagione”.
La nuova avventura “Ho firmato proprio nel giorno del mio 36esimo compleanno. Durante l’estate avevo avuto contatti con altre società ma abitando a Livorno ho scelto di rimanere vicino a casa. Il Sestri mi ha voluto fortemente, io avevo voglia di rimettermi in gioco ed è stato piacevole. Sono in una società famigliare, contornata da cose semplici ma ben fatte e da una grande passione dei tifosi che ci seguono. Sono in un luogo di mare e per il mio percepito, si vive davvero in maniera unica in tutte le stagioni. La Baia del Silenzio è un posto molto carino, emblematico per Sestri. In Liguria mi sono sempre trovato a mio agio, conosco la gente e, come dicevo sono, vicino a Livorno. Una scelta di vita, perché con mia moglie Delia stiamo aspettando Liam, il nostro primo figlio. Non abbiamo scelto né un nome italiano e né uno argentino (ride; ndr)”.
La stagione “Al mio arrivo avevamo fatto diversi punti, poi siamo entrati in un loop di non vittorie e fatichiamo a esprimere le nostre potenzialità. C’è stato da poco il cambio di allenatore, abbiamo voglia di rivalsa e penso che da qui alla fine potranno anche arrivare dei risultati”.
Legami rimasti intatti “Parlo ancora tantissimo con Antenucci, Bruscagin, Bassoli e Iglio. Ci scriviamo spesso, a inizio settembre mi ero fermato anche a vedere una partita mentre ero in città per portare via alcune mie cose personali”.
Antenucci, avversario da controllare “Mirco? Dovrò stare attento a non dare spazi ai suoi primi passi e alla sua presenza in area. Sapevo che avrebbe potuto far così bene. Non parlo solo dei gol o delle prestazioni, ma tutto arriva da come lavora in settimana. Nei dati dei Gps aveva numeri di spinta più elevati dei giovani. Ho letto della petizione online, anche io gli ho detto di andare avanti, di non mollare, perché ha tanto da dare. Sarebbe bello, ma capisco anche che arriva quel momento in cui uno dice basta”.


