L’avventura di Francesco Baldini sulla panchina della Spal si sta rivelando più complicata del previsto. La squadra sembra rispondere solo a intermittenza e la grinta si manifesta quasi esclusivamente quando la situazione è già compromessa. In una fase in cui i risultati parlano da soli, l’analisi dell’impatto del tecnico diventa necessaria.
Se si considera Baldini l’unico responsabile della serie negativa, allora il giudizio sul suo operato non può che essere estremamente critico, in particolare sul piano dei risultati e della tenuta difensiva. Tuttavia, si fa largo l’idea che l’organico a sua disposizione non sia all’altezza della situazione, tra giocatori inadeguati, infortunati cronici o fuori condizione. Ma le difficoltà sembrano riguardare anche l’aspetto mentale e caratteriale, non soltanto quello tecnico.
Conosciuto per la sua impostazione difensiva e per la capacità di trasmettere grinta, Baldini fatica però a far passare le sue idee. Qualche timido miglioramento si è notato a livello di aggressività, ma la squadra reagisce soltanto dopo aver subito almeno un paio di reti. A questo si aggiunge una preoccupante inefficacia offensiva, con punte che non capitalizzano nemmeno le poche occasioni create.
La doppietta di Karlsson rappresenta un segnale incoraggiante, suggerendo che l’attaccante islandese potrebbe avere un ruolo più rilevante nel finale di stagione. Tuttavia, se il tecnico non riesce a toccare le corde giuste nella testa dei suoi giocatori, la situazione rischia di precipitare.
Nel match contro il Pineto, la gestione tecnica non è apparsa del tutto negativa. La formazione iniziale era bilanciata e i cambi sono arrivati in tempi utili: l’ingresso di Rao al 30’ per Bassoli, con il conseguente passaggio al 4-2-3-1, ha mostrato la volontà di recuperare subito. Successivamente, Baldini ha inserito Antenucci, Haoudi e Karlsson per cercare di ribaltare l’incontro.
Resta però il dubbio sulla scelta effettuata sul 2-2: anziché continuare con Rao, il tecnico ha preferito inserire Awua per consolidare il pareggio. Una mossa che non ha causato la sconfitta, dovuta a un autogol, ma che ha forse spento quell’energia disperata che stava trascinando la rimonta. È lecito chiedersi se un pizzico di coraggio in più non avrebbe potuto cambiare il finale.



Io farei ogni tanto una autocritica !!!
La classifica non mente. La SPAL è una piccola squadra gestita da una piccola società non all’altezza della città e del suo pubblico
È una vecchia storia, nel calcio si continua a cambiare il tecnico quando non arrivano i risultati, purtroppo se un grande direttore d’orchestra ha dei suonatori che stonano, non è il direttore che bisogna cambiare, ma i suonatori! Complimenti vivissimi a chi a portato a Ferrara questi incapaci!