La Spal si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, cercando una rinascita che parte dalle fondamenta: una nuova proprietà affidabile e un progetto solido. Il Comune di Ferrara, con il sindaco Alan Fabbri e l’assessore Andrea Maggi, si trova al centro di questa fase decisiva, valutando le proposte arrivate da vari imprenditori, molti dei quali provenienti da altre province o regioni, affascinati dalla possibilità di acquisire un club storico del calcio italiano.
Parallelamente, la società X Martiri si è mostrata interessata a contribuire alla ripartenza, mettendo a disposizione la propria matricola sportiva. Lo scenario richiama quello del 2013, quando la Giacomense permise una rapida risalita. Tuttavia, a differenza di allora, stavolta la nuova Spal non potrebbe usufruire di un salto di categoria, ma il passaggio in Eccellenza resta possibile grazie a una fideiussione da 100mila euro.
Il progetto della X Martiri presenta vantaggi significativi, tra cui l’esperienza nel calcio dilettantistico e una solida base giovanile di circa 300 atleti. Le selezioni giovanili del club partecipano stabilmente ai tornei regionali, un’opportunità che una nuova Spal partirebbe da zero a ricostruire. Inoltre, le infrastrutture del centro sportivo di Porotto, con quattro campi da gioco (due regolamentari), rappresenterebbero un asset cruciale, da integrare con lo stadio Mazza e le strutture comunali.
Fondamentale, però, resta la questione degli impianti: senza l’uso del centro sportivo Fabbri e dello stadio di corso Piave, nessuna proposta potrebbe concretizzarsi. Questo vincolo riguarda tanto la X Martiri quanto le altre cordate in lizza.
La X Martiri appare convinta della propria solidità, potendo contare su un gruppo imprenditoriale prevalentemente ferrarese, ma con ramificazioni extra-regionali, pronto a sostenere la squadra per puntare subito al vertice del campionato di Eccellenza. La sensazione è che, nonostante le difficoltà, la rinascita sia possibile, purché si scelga un progetto serio e sostenibile, capace di restituire dignità sportiva al nome Spal.



Se si riparte dall’eccellenza servono persone serie e convinte d’investite in un progetto di rilancio serio che riporti la Spal in un giro di tre anni tra i professionisti e per farlo oltre ai soldi servono persone a l’interno di uno staff che siano persone serie e valide che conoscano il mondo del calcio partire da un Ds come Ferrarese persona molto capace visto quest’anno alla lucchese quello che ha fatto e un mister che abbia il giusto carattere di portare già subito al primo anno la squadra a vincere il campionato. Bisogna fare come il Livorno e la pistoiese… Leggi il resto »
Dobbiamo riprenderci a tutti i costi la nostra Spal con marchio e stadio no a seconde società che non valgono nulla.
Porotto è più grande di Masi S. Giacomo. Siamo a cavallo.