Fine dei giochi per Francesco Conti alla Spal: “E’ stata una botta tremenda”

Dopo anni trascorsi tra campo e scrivania, il responsabile scouting lascia il club biancazzurro

Una vita legata a doppio filo alla Spal, quella di Francesco Conti, che ha vissuto il club ferrarese in ogni sua fase. Dai primi calci nel settore giovanile di via Copparo fino al ritorno in società nel 2018, il suo percorso è stato quello di chi ha fatto della propria passione un mestiere.

Nel corso della sua esperienza più recente, Conti aveva assunto un ruolo chiave nell’area scouting, contribuendo allo sviluppo del settore tecnico e alla crescita del progetto sportivo. Una funzione interrotta bruscamente solo poche settimane fa, quando la nuova proprietà americana ha deciso di chiudere il rapporto di collaborazione.

Una decisione che ha lasciato l’amaro in bocca a chi, come Conti, sperava di consolidare la propria carriera professionale nella squadra della città dove è cresciuto. L’interruzione del suo incarico, infatti, rappresenta una cesura profonda con un ambiente in cui aveva investito anni e competenze, sia come calciatore che come dirigente.

Ora si apre un nuovo capitolo. Con ogni probabilità, il futuro professionale di Francesco Conti sarà lontano da Ferrara, costringendolo a cercare altrove quelle opportunità che sembravano alla sua portata proprio nel club che l’aveva visto nascere calcisticamente.

Fui chiamato da Ludergnani sette anni fa per fare l’osservatore, negli anni della serie A”, ricorda Conti, “ho fatto tre anni con Ruggero, due con Catellani e due con De Gregorio, sempre con con maggiori responsabilità. Nonostante fossimo scesi in serie C, il livello delle squadre e delle strutture era rimasto ottimo. Eravamo in scadenza di contratto, ma contavamo comunque di poter restare, invece abbiamo preso tutti una botta difficile da assorbire“.

Quando ha capito che la situazione stava precipitando?Qualche problemino c’era: si arrivava sempre alle scadenze con l’acqua alla gola, ma tutto sommato il lavoro procedeva regolarmente. Eravamo concentrati sulla salvezza della prima squadra, dalla quale dipendevano tante cose. Centrata quella, sembrava che si potesse programmare la prossima stagione. Mai avremmo immaginato che ci fosse il rischio di non iscriversi al campionato, invece tra il mercoledì sera e il giovedì mattina abbiamo capito quello che stava succedendo, ed eccoci qua“.

Qual è stata la cosa più difficile da fare?Parlare con gli allenatori e le squadre delle giovanili ancora impegnate nelle fasi finali dei rispettivi campionati. E naturalmente alle famiglie dei ragazzi: mi auguro possano proseguire tutti in società professionistiche, ma sarà difficile“.

La vittoria dell’Under 16 che segnale ha rappresentato?La gioia più grande è per i ragazzi, perché avevano ricevuto una mazzata. Abbiamo reso un po’ meno amari quei giorni, e lasciato qualcosa nel palmares della Spal dopo i due scudetti Under 18 di qualche anno fa. Schiavon? Eros è all’inizio della carriera, allena da due anni. Si è messo a disposizione e ha dimostrato attaccamento alla maglia e voglia di emergere fuori dal comune. Aveva a disposizione una squadra forte, ma vincere non è mai facile. Invece, è entrato nella testa dei giocatori e gli ha trasmesso il proprio entusiasmo e i suoi concetti di gioco“.

Che effetto le fa vedere tanti atleti passati per Ferrara giocare in serie A e B?Ci rendono orgogliosi, impreziosiscono il lavoro che è stato fatto nel nostro vivaio. Gineitis è tra questi: capimmo subito che aveva qualcosa di diverso dagli altri, non è un caso se ormai sia in pianta stabile nel Torino e nella Nazionale della Lituania. In quei tempi potevamo permetterci di investire tanto anche sul mercato estero, poi questa possibilità si è ridotta ma abbiamo comunque pescato atleti molto interessanti sul territorio inserendoli nel nostro contesto con un focus ben preciso: la Spal doveva venire prima di tutto“.

De Gregorio si è accasato a Ravenna, lo seguirà nella nuova avventura?In questi anni ho lavorato molto bene assieme a lui. C’è stima reciproca, consolidata negli anni: mi farebbe piacere proseguire con lui in un contesto professionistico, ma non so ancora cosa succederà. E devo ancora metabolizzare quello che è successo“.

Come immagina la ripartenza del settore giovanile della Spal?Una Spal che parte da zero dovrà disputare i campionati provinciali: sembra assurdo, ma è così. I ragazzini dell’attività di base sposerebbero il progetto, i più promettenti delle squadre agonistiche invece se ne andranno altrove. Un consiglio alla nuova società? Investire forte nel vivaio, dovrà essere la base della nuova Spal. Anzi, le intenzioni nel medio-lungo termine della proprietà si capiranno proprio da lì“.

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