«Con la precedente proprietà non ho più avuto contatti. Presumo si vada verso il fallimento e che il curatore fallimentare procederà alla vendita del patrimonio, incluso il marchio. A quel punto ragioneremo con i nuovi acquirenti per riportarlo a casa», ha dichiarato il sindaco Alan Fabbri, parlando della situazione societaria legata alla Spal. Il primo cittadino ha annunciato la riapertura delle strutture sportive, incluso lo stadio Paolo Mazza e il centro Gibì Fabbri, che torneranno ad ospitare allenamenti e gare, anche per le giovanili.
Fabbri ha confermato che la nuova proprietà, guidata da Molinari, ha già presentato un piano specifico per il settore giovanile. «Un progetto per il vivaio è stato già predisposto e ci stiamo già occupando della manutenzione del campo», ha spiegato, aggiungendo che anche l’ex foresteria, oggi di proprietà della diocesi, potrebbe tornare utile e il Comune ha già chiesto al vescovo di attendere prima di procedere alla cessione.
Sull’iter che ha portato alla scelta della nuova proprietà, Fabbri ha sottolineato la serietà con cui è stato valutato ogni candidato. «Abbiamo verificato referenze bancarie e garanzie di ogni tipo. Molinari ci ha convinti anche per la sua discrezione: non ha cercato visibilità mediatica, e questo lo abbiamo molto apprezzato». La decisione è stata comunque complessa: diversi gruppi erano interessati, ma secondo Fabbri solo quello vincitore offriva adeguate garanzie economiche. Il gruppo Campari, ad esempio, non ha mai formalizzato una proposta.
Il sindaco ha anche fatto appello alla comunità: «Chiediamo a città, provincia, imprese e tifosi di credere in questo progetto e di sostenere la nuova società, anche attraverso le sponsorizzazioni». In merito ai requisiti per possedere una società calcistica in Eccellenza, è intervenuto anche l’avvocato Federico Menichini, membro della commissione che ha esaminato le proposte.
Ha precisato che in questa categoria i criteri richiesti sono meno stringenti rispetto ai campionati professionistici. Tuttavia, Molinari ha già dato prova di affidabilità, avendo posseduto il 10% del Perugia, esperienza già valutata positivamente dalla FIGC.
Infine, accanto ad Antenucci, si fa sempre più insistente il nome di Sandro Federico, ex dirigente di Teramo e Giulianova, come possibile direttore generale della nuova Ars et Labor, incarico che segnerebbe un ulteriore passo verso il rilancio della squadra biancazzurra.


