La nuova era della Spal è iniziata con discrezione e lavoro dietro le quinte. A una settimana dall’annuncio ufficiale del passaggio di consegne alla cordata argentina, la dirigenza guidata da Pierpaolo Triulzi e Giuseppe Piraino è già al lavoro per dare forma al progetto tecnico. Accanto a loro, anche Mirco Antenucci ha assunto con piena operatività il ruolo di direttore sportivo, mettendo a disposizione esperienza e visione strategica.
Il primo nodo da sciogliere riguarda la guida tecnica della squadra. In cima alla lista c’è Stefano Di Benedetto, che secondo fonti vicine alla società avrebbe guadagnato terreno sugli altri candidati. Il tecnico siciliano, noto per le sue idee moderne e uno stile di gioco offensivo, predilige il modulo con tre attaccanti e ha maturato esperienze nei settori giovanili di realtà importanti come Palermo, Parma e Sampdoria. Non ha però ancora allenato formazioni senior, fattore che rappresenta l’incognita principale in vista del campionato di Eccellenza.
Nonostante questo limite, la sua candidatura è la più accreditata, tanto che la decisione definitiva potrebbe arrivare già entro la prossima settimana. Sullo sfondo resta Davide Marchini, allenatore con un passato da calciatore proprio alla Spal e figura molto apprezzata dalla tifoseria, che sui social ha manifestato chiaramente la propria preferenza.
Marchini, originario di Ostellato, ha già maturato esperienza nelle categorie dilettantistiche, con buoni risultati sia in Eccellenza sia in Serie D. Nella scorsa stagione, ha ottenuto risultati significativi nonostante risorse limitate e in passato ha conquistato anche una promozione.
Il tecnico 44enne, attualmente impegnato nelle fasi conclusive del corso Uefa A a Coverciano, non ha mai nascosto il sogno di sedersi sulla panchina della Spal, squadra che porta tatuata sulla pelle e nella quale ha militato in anni difficili, tra la fine dell’era Butelli e il ritorno in Serie D.
La scelta definitiva del tecnico segnerà un passaggio cruciale per il nuovo corso biancazzurro, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche per l’identità e la visione del club. Se da un lato Di Benedetto rappresenta una scommessa coraggiosa, dall’altro Marchini incarnerebbe l’attaccamento e la conoscenza della categoria. Entrambi i profili offrono vantaggi diversi, ma sarà il progetto a determinare quale strada imboccare.



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