Nessuna tensione personale, ma una netta divergenza sui ruoli: ĆØ questa la posizione espressa da Sandro Federico, nuovo direttore sportivo della Spal, a proposito della separazione del club con Mirco Antenucci. Durante la presentazione ufficiale, introdotto dal direttore generale Bruno Pradines, l’ex Union Clodiense ha subito chiarito la sua visione, ringraziando Antenucci ma ribadendo come le dinamiche interne fossero definite fin dallāinizio: “Spiego in maniera tranquilla quanto ĆØ successo. Ognuno di noi ĆØ un anello della catena, Mirco era uno di questi. Siamo partiti insieme, con lui cāera unāidea ben precisa. Essendo alla prima esperienza, mi era stato chiesto di guidarlo, di collaborare.
Lui doveva mettersi a disposizione, proprio perchĆ© aveva bisogno di un percorso di formazione. Dopo un periodo di conoscenza, la proprietĆ non ha più condiviso il suo modus operandi. Mirco rimane un ragazzo per bene, ma questa proprietĆ aveva anche bisogno di una persona di una certa esperienza. I ruoli erano chiari, Mirco doveva dare una mano e crescere insieme a noi. In questo percorso qualcosa ĆØ venuto meno perchĆ© probabilmente non si ĆØ capito che i personalismi devono essere messi da parte“.
Antenucci nella catena Spal ha costituito un anello sicuramente più grosso degli altri. Temete che la sua partenza possa creare malcontento? “Ai tifosi faccio una domanda: interessa più che in un ruolo cosƬ importante ci sia una persona che abbia una certa esperienza o che ci sia una bandiera? Il ruolo era ben spiegato, ma dopo un brevissimo periodo di apprendistato in cui abbiamo condiviso ogni scelta, ad un certo punto qualcosa ĆØ venuto meno. La proprietĆ ha ritenuto che era arrivato il momento di affidare il ruolo a una persona che fa questo lavoro da tanti anni“.
Come conciliava il ruolo di direttore sportivo della Clodiense e di uomo dietro le quinte del progetto tecnico Spal? “Ero un consulente e persona di fiducia della Spal. Eā successo per caso, ero una specie di consigliere esterno, non credo ci sia niente di strano, avevo anche avvisato la Clodiense di questa evenienza. Lāidea era poi di arrivare a Ferrara a fine anno. Ma ĆØ stato necessario accelerare e siamo arrivati a questo punto“.
Il tema dellāattaccante che manca può aver accelerato questo distacco? “Fossilizzarsi sullāidea che un attaccante possa risolvere tutto non ĆØ corretto come principio. Stiamo lavorando su questāattaccante, da un poā ma bisogna arrivare a prendere quello giusto. Questa societĆ vuole lavorare con la condivisione, il confronto, con armonia allāinterno del gruppo. Questo probabilmente era venuto meno“.



Convincici coi fatti.
Non mi piace, troppo pieno di sĆ©. Conteranno i fatti. Staremo a vedere…
Esatto
Che viscidume