La Spal non va oltre il pareggio casalingo contro il Medicina Fossatone, risultato che sancisce la fine della collaborazione con Di Benedetto. Il 2-2 maturato al Mazza, dopo essere andata due volte in svantaggio, certifica la crisi dei biancazzurri, ora a sei punti dalla vetta occupata dal Mezzolara. Un distacco che pesa come un macigno sulla corsa alla promozione, con una squadra incapace di trovare continuità nei risultati: è il quarto pareggio nelle ultime cinque partite.
La gara si mette subito in salita per la Spal, trafitta dopo appena quattro minuti dal colpo di testa di Fini su corner. La reazione arriva con le giocate di Senigagliesi, l’unico a creare pericoli concreti nel primo tempo. La squadra di Assirelli, ben organizzata, colpisce in contropiede e va vicina al raddoppio. La squadra, pur essendo schierata con un 4-2-3-1 a trazione offensiva, fatica a costruire occasioni pericolose, affidandosi a calci piazzati e traversoni. Un colpo di testa di Mambelli viene salvato sulla linea, poi Dall’Ara manca il bersaglio di poco prima dell’intervallo.
Nella ripresa si riesce a pareggiare con un rigore trasformato da Piccioni, dopo un fallo di Nanetti su Prezzabile. Ma l’illusione dura poco: Selleri risponde subito con una punizione potente sotto la traversa, riportando avanti gli ospiti. I biancazzurri, scossi, si gettano in avanti confusamente e trovano il 2-2 con Prezzabile a pochi minuti dalla fine. Nonostante il forcing finale, manca il guizzo decisivo e il pareggio scatena la delusione dei tifosi.
I fischi del pubblico e la crescente pressione ambientale hanno convinto la dirigenza a sollevare Di Benedetto dall’incarico. Una decisione inevitabile per il clima, fattosi decisamente teso, aggravato dalla distanza sempre più marcata dalla vetta. La Spal ora affronterà sabato il Nibbiano Valtidone nella finale regionale di Coppa Italia, ma dovrà farlo con una nuova guida tecnica.
Il cammino in campionato si complica ulteriormente, e per riprendere il Mezzolara servirà un’impresa. La squadra dovrà ritrovare compattezza e lucidità, perché da ora in poi ogni passo falso rischia di compromettere definitivamente la lotta per la promozione.



La verità è che non lo voleva più nessuno.
Non il pareggio.
Cambiate anche il presidente
E sovrani vi prego
Sembra Zelig
Grazie mille