Dopo la mancata iscrizione al campionato di Serie C, la nuova SPAL, oggi Ars et Labora, non è nata da un normale mercato estivo, ma da una rivoluzione quasi totale. Ogni innesto è stato chiamato a incidere subito, con l’obiettivo di riportare il club nel posto che gli spetta.
I volti nuovi
I tre nomi che più di tutti escono promossi sono Luca Senigagliesi, Paolo Carbonaro e Manuel Ricci. Il numero 11 spallino è stato probabilmente la scoperta migliore del gruppo, un giocatore da categoria superiore, viste anche le sue esperienze al Grosseto e nella primavera del Torino. Carbonaro, dopo un avvio meno brillante, ha trovato continuità e peso specifico: alla fine del girone d’andata era il miglior marcatore della squadra con 7 gol, più 1 in Coppa. Ricci, invece, ha inciso soprattutto nella gestione della squadra: regista, voce del centrocampo, leader tecnico e caratteriale. Viste le difficoltà a livello societario e la conseguente scelta di ripartire dall’Eccellenza, era importante avere almeno un giocatore capace di dare ordine e tempi, e sotto questo profilo il suo apporto è stato evidente.
Anche il pacchetto arretrato ha dato risposte abbastanza solide. Andrea Dall’Ara è stato definito punto fermo della difesa e leader tecnico e caratteriale, mentre Simone Mazzali si è rivelato affidabile fin dall’inizio, tanto da essere indicato come uno dei profili che potrebbero stare bene anche in una SPAL di categoria superiore. Accanto a loro va inserito anche Alessandro Giacomel, che tra i pali ha dato spesso quella sensazione di sicurezza che in una squadra nuova pesa parecchio, pur con qualche inevitabile passaggio a vuoto. E un cenno lo merita anche Adriano Casella, partito tra qualche incertezza ma cresciuto col passare delle settimane, fino a diventare una soluzione credibile dentro le rotazioni difensive.
Subito dietro ai promossi pieni c’è il gruppo dei giocatori utili ma non ancora del tutto risolti. Milos Malivojevic era uno dei colpi più attesi e, in senso stretto, non ha fallito: al giro di boa aveva già prodotto 3 gol e 3 assist. Anche se, da un giocatore con il suo curriculum e con la sua tecnica, ci si aspettava qualcosa in più, soprattutto in termini di giocate durante i 90 minuti.
Discorso simile per Alessandro Prezzabile: giocatore con diversi campionati vinti da protagonista, non è mai riuscito davvero a prendersi la squadra, ma è rimasto dentro la stagione con un contributo comunque reale, fatto di gol e presenza. Mattia Cozzari, invece, ha avuto un percorso più irregolare, tra adattamento, problemi fisici e cambi di ruolo, ma ha saputo ritagliarsi spazi e produzione offensiva. In questo gruppo può stare anche Edoardo Mambelli, jolly utile e generoso, capace di offrire alternative senza però diventare davvero centrale. E qualcosa di buono ha fatto intravedere pure Leonardo Mazza, cresciuto quando il contesto gli ha permesso di trovare maggiore continuità in mezzo al campo.
Resta quindi l’idea di una SPAL costruita con alcune certezze e diverse scommesse, in un equilibrio che il campo ha poi confermato solo in parte. Per approfondire il calcio anche dal punto di vista di statistiche, rendimento e scenari, c’è poi anche il contributo di NetBet.


