Venti anni dopo la storica promozione della Giacomense nell’Eccellenza 2005/06, Eugenio Benuzzi, tecnico protagonista di quell’impresa, condivide la sua visione sulla stagione imminente della Spal. La squadra biancazzurra, iscritta al girone B del campionato regionale, parte con tutti i favori del pronostico, ma secondo l’allenatore servirà qualcosa in più per dominare davvero.
Benuzzi, che nella sua carriera ha centrato nove promozioni, ricorda bene quell’annata a Masi San Giacomo: “Eravamo superiori sotto ogni aspetto e vincemmo con giornate d’anticipo, ma fu fondamentale mantenere lucidità, perché tutte le squadre si caricavano contro di noi”. La situazione, secondo lui, sarà analoga per la Spal: “L’Ars et Labor sarà la squadra da battere, ma vincere da favorita non è mai semplice”.
Che campionato di Eccellenza dobbiamo aspettarci?
“I due raggruppamenti non si equivalgono: il girone A è una sorta di serie D, con tante società che investono parecchio per centrare la promozione, il B invece è più abbordabile quindi per la Spal si profila un compito più semplice. Attenzione però, perché vincere da favoriti non è così facile come sembra“.
Quali insidie nasconde questo torneo?
“Per ragioni di ordine pubblico mi aspetto che la Spal giochi spesso e volentieri allo stadio Mazza anche in trasferta, un fattore che rappresenta un’arma a doppio taglio. Se le cose vanno bene il pubblico ti trascina, ma se vanno male servono giocatori capaci di gestire la pressione. In quella stagione la Giacomense era la squadra da battere: tutti decuplicavano le forze contro di noi, ma fummo bravi a mantenere la calma. L’Ars et Labor dovrà fare lo stesso, anche se finora alcune scelte mi lasciano qualche dubbio“.
A cosa si riferisce?
“Mister Di Benedetto non conosce la categoria, quindi è importante affidargli un gruppo di atleti davvero importante. La squadra che sta allestendo il ds Antenucci è buona, ma non abbastanza per ammazzare il campionato. Ed è giusto pretendere che la Spal sia la McLaren dell’Eccellenza. Non voglio essere frainteso: l’Ars et Labor sulla carta è la più forte del campionato, però a Ferrara vorrei vedere giocatori più blasonati“.
“Mezzolara e Castenaso stanno facendo un buon mercato, mentre tra le outsider cito le matricole Comacchiese e Mesola“.
Il sindaco ha fatto bene a scegliere la cordata argentina?
“Immagino che l’amministrazione abbia preso una decisione ponderata e oggettiva. Non li conosco, così come non conosco la proprietà del Terre di Castelli, mentre con Walter Mattioli ho lavorato tanti anni. Personalmente la mano sul fuoco l’avrei messa soltanto sulla famiglia Colombarini, ma al timone del club e non come sponsor“.
Ha mai avuto la possibilità di allenare la Spal?



Il sergente di ferro Benuzzi è uno che ne capisce…. Io li ascolterei
Ma se non si conosce neppure la Formazione!