L’ex biancazzurro, Daniele Gasparetto, nella stagione 2014/2015 ha vissuto una stagione per certi versi simile a quella appena conclusa dalla Spal di Di Carlo. Nove anni fa infatti la squadra di Semplici ottenne nove vittorie e un pareggio nelle ultime 10 giornate. “Qualche analogia in effetti tra le due stagioni ci può stare – ha detto Gasparetto al QS –, ma in realtà penso che ci siano soprattutto delle differenze. A partire dalla continuità del progetto tecnico, che a quei tempi era garantita dal direttore sportivo Vagnati, mentre in questo caso il responsabile dell’area tecnica cambierà per l’ennesima volta. Inoltre, l’arrivo di mister Semplici rappresentò una novità assoluta, un cambiamento radicale rispetto a quello a cui eravamo abituati in precedenza, mentre Di Carlo è stato richiamato dopo l’esonero avvenuto qualche mese prima. Detto questo, il finale di campionato è stato promettente, quindi speriamo che la prossima stagione si possa ripartire da dove si è lasciato”.
Delusione. “Nella mia griglia di partenza, collocavo la squadra di Di Carlo in seconda fascia, assieme a squadre come Perugia e Pescara che tra alti e bassi sono comunque arrivate quantomeno ai playoff. Invece le cose sono andate in maniera molto diversa, ed è inutile negare che assieme alla Virtus Entella la Spal sia stata la delusione del girone. Soprattutto perché ha gravitato a lungo in zona playout, e a quel punto confesso di aver temuto il peggio perché uscire indenni da certe situazioni non è facile”.
Ripartenza. “Oltre al tecnico, la Spal deve ripartire dalla tifoseria. Lo stadio pieno col Pineto è stata la cosa più bella di questa stagione: al Mazza c’era anche mio figlio! In una gara non certo ricca di fascino e al termine di un campionato negativo tutta quella gente sugli spalti denota un attaccamento alla maglia fuori dal comune, che va coltivato a tutti i costi”.
I singoli. “Da difensore, mi ha impressionato Bassoli: è stato un bel colpo ingaggiarlo a parametro zero in autunno, un ottimo giocatore e un uomo di spessore. Anche Valentini ha fatto bene ed è tra i simboli del cambio di marcia, e poi c’è Antenucci che a quasi 40 anni corre più di quando giocava con me otto anni fa. Gli anni passano, ma in serie C continua ad essere un giocatore su cui puntare a occhi chiusi, naturalmente dosandone il minutaggio”.
Il futuro. “Arriverà un nuovo direttore sportivo e inevitabilmente cambieranno tanti interpreti. A quanto pare invece si ripartirà da Di Carlo, che evidentemente è riuscito a convincere la società a confermarlo a prescindere dal profilo del nuovo responsabile dell’area tecnica. Significa che oltre a riportare entusiasmo e farsi apprezzare dai tifosi ha creato un clima positivo anche all’interno del club. Se le cose stanno così è giusto andare avanti con lui, del resto era stato preso per essere un valore aggiunto, il suo curriculum parla per lui e l’esperienza non gli manca: speriamo che il prossimo possa essere l’anno del riscatto spallino”.



Dipende tutto dall’americano! Se sceglie il DS giusto, conferma il tecnico, e decide di mettere mano al portafoglio, il gioco è fatto!
🦉
Speren Gaspa