Terminata la stagione in cui, pur non avendo centrato il piazzamento in Champions League, ha comunque dimostrato tutte le sue qualità, Daniele De Rossi è tornato a parlare, nell’ambito della quinta edizione di “The coach experience”, un evento organizzato dall’AIAC.
Intervistato dai colleghi de Il Romanista, ha ripercorso la sua esperienza a Ferrara come allenatore della Spal: “A Roma come a Ferrara il mio modo di lavorare non è cambiato, se non che per arrivare al campo a Ferrara ci mettevo sette minuti con la bicicletta mentre adesso impiego 40 minuti! Però preparo l’allenamento nello stesso modo ed anche i rapporti con i giocatori, i dirigenti e lo staff non cambiano. Quello che cambia, però, è la percezione che gli altri hanno di me. In panchina alla Spal mi mettevo le mani in tasca e mi dicevano che sembravo un coglione. Lo faccio nella Roma, e i primi tempi vincevamo tutte le partite e mi dicevano <<Guarda che sicurezza che ha, addirittura tiene le mani in tasca>>. La percezione che lasciamo negli altri dipende dai risultati. A Roma dopo quattro partite sembrava dovessimo riprendere l’Inter. Direi che la differenza principale è che a Ferrara ho avuto problemi di natura umana, niente di gravissimo, per carità, ma insomma non ero a mio agio, e un paio di volte non sono rimasto sereno perché anche io ho un carattere spigoloso. A Roma invece per fortuna mi trovo benissimo con tutti”.
Il passaggio alla Roma dopo l’esonero di Mourinho, invece, è stato per lui un sogno ad occhi aperti: “E’ stata un’emozione fortissima, nata in 24 ore. Ero emozionato, anche se sono uno che le emozioni le gestisce bene. Ma la mia prima partita col Verona me la ricorderò sempre, avevo tanti dubbi, molti ne ho ancora, ma poi siamo migliorati piano piano. Ci tenevo a dimostrare di poterci stare per allontanare anche lo spettro del fallimento della prima esperienza”.



Zero tituli…….
Si è visto! Non C’era bisogno Che Ce lo riCordassi.C.
Non avevi giocatori che hai alla Roma……