Spal femminile, Rotondi: “Sognate e puntate in alto”

Il manager e Direttore Generale della Spal femminile intervistato da "La Nuova Ferrara"

Mauro Rotondi, responsabile del settore femminile Spal, ha raccontato ai colleghi de La Nuova Ferrara cosa si è fatto e quanto ancora si può fare nel calcio “in rosa”.
“I modi di allenare sono uguali tra ragazzi e ragazze ma bisogna fare due distinzioni/analisi nel proporre sedute di allenamento. Dal punto di vista fisico, tra uomini e donne la principale differenza anatomica riguarda il bacino poiché nelle donne risulta allargato, proprio per favorire il parto, oltre che una più ampia inclinazione dell’asse del femore, che comporta una maggiore predisposizione agli infortuni dei legamenti (ginocchio-caviglia). La donna ha anche una minore percentuale di acqua rispetto all’uomo e conseguentemente un maggior rischio di disidratazione. Dal punto di vista psicologico, la donna risulta molto più forte nell’aspetto motivazionale. Le donne, infatti, hanno una maggiore propensione al lavoro e capacità di attenzione, per cui tendono a preferire allenamenti che implicano uno stile comportamentale collaborativo e non competitivo. Per finire, esse presentano anche una maggiore resistenza alla fatica rispetto agli uomini”.
Il movimento calcistico femminile, però, negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom: “Il movimento femminile, che sembrava dover essere relegato per sempre ad un ruolo secondario rispetto al calcio maschile, sta pian piano emergendo con forza. Nonostante le difficoltà, le atlete e i massimi esponenti del movimento stanno superando con tenacia le sfide e i pregiudizi dimostrando a tutti come con determinazione e passione si possono rompere gli stereotipi. Oggi il calcio è lo sport femminile di maggior successo e più popolare. Ha dimostrato di poter essere una grande leva per il cambiamento della società, specie per il suo potenziale di business, per questo tanti ci investono. Ma bisogna essere onesti: il calcio femminile professionistico è ancora agli inizi. Bisogna imparare a essere professionisti a tutti i livelli, dentro e fuori dal campo, per trasformare il gioco più popolare per le donne in un business sostenibile e praticabile”.
Nel luglio 2023 è stato messo un primo tassello importante verso il professionismo e Rotondi sente di dare questo consiglio alle ragazze che vogliono approcciarsi al mondo del pallone: “Le bambine potranno pensarsi anche come calciatrici e questo aiuterà ad aumentare le praticanti. Ciò farà sì che anche i genitori siano più propensi a portarle a giocare perché per loro potrebbe esserci un futuro lavorativo. Siamo ancora lontani dal mondo maschile ma importante è esserci. Consiglio per le ragazze di rimanere sempre umili, coltivare i loro sogni con passione ed entusiasmo e seguire i valori fondamentali dello sport quali il rispetto, l’amicizia, la lealtà, il senso di appartenenza che poi non sono altro che i valori della vita di tutti i giorni. Come dico alle mie calciatrici <<Non si finisce mai di sognare>>”.
1 Commento
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 anno fa

3-2

Articoli correlati

La formazione estense in salsa "donne" sta dando grandi risultati nell'ultimo periodo...
Il responsabile biancoazzurro premiato dal Comune di Monte San Giovanni Campano per aver portato in...
Il bilancio del responsabile Mauro Rotondi tra successi e traguardi futuri...