Massimo Gadda, ex indimenticabile allenatore della Spal che permise a Ferrara di ritrovare il professionismo nel 2014, a Il Resto del Carlino ha puntualizzato: “Meglio che la Spal stia alla larga dalla serie D, credetemi. A prescindere dal blasone delle società è difficile vincere il campionato, come ricorderanno i tifosi della Spal nell’unico torneo dilettantistico della storia del club: i biancazzurri diano il massimo in questo rush finale, la Lega Pro è da conservare a tutti i costi”.
Il momento difficilissimo “Il valore della squadra è superiore a quello che dice la classifica. È un discorso che lascia il tempo che trova, ne sono consapevole, anche perché il rischio di giocarsi la salvezza ai playout è dietro l’angolo, ma lo penso davvero. Mi rendo conto che sia difficile per una piazza come Ferrara che pochi anni fa era in serie A lottare per evitare la discesa nei dilettanti, e che per tifosi attaccati alla squadra come quelli spallini sia frustrante, ma bisogna trovare la forza per salvarsi perché poi riemergere dalla D è davvero un’impresa”.
Perché tutte queste difficoltà? “In una squadra di calcio tutto gira intorno alla società: probabilmente i problemi principali sono su quel fronte. Ho avuto il piacere di lavorare con la famiglia Colombarini: dissi che fino a quando ci sarebbe stata quella proprietà la Spal sarebbe stata tranquilla, a prescindere dalla categoria. Non giudico la gestione di Tacopina, però i problemi sono iniziati dopo l’addio dei Colombarini: quando il club funziona in qualche modo le cose si aggiustano, altrimenti sono guai”.
Dossena e Baldini “Li conosco bene entrambi: il primo ha allenato a Ravenna, dove lo avevo seguito da vicino, e apprezzo pure il secondo. Sono due allenatori molto bravi e preparati, il problema non è in panchina. Baldini è arrivato da poco, difficile riuscire a incidere subito. Dossena invece gioca un calcio offensivo: ricordo che il suo Ravenna giocava in maniera fantastica, ma a Ferrara evidentemente non ha avuto i giocatori adatti per attuare le sue idee. Inoltre, quando si costruisce la squadra pensando di lottare per un certo obiettivo, poi è complicato cambiare mentalità e lottare per non retrocedere”.
Spareggi ormai sicuri a fine stagione? “Ancora no, non è il momento di arrendersi ai playout. La Spal ce la può ancora fare, naturalmente invertendo subito la rotta. Guardando la classifica, è assurdo vedere che anche il Perugia rischia grosso, mentre la Lucchese è un caso a parte, dipende da quello che decideranno di fare giocatori e allenatore. Ma attenzione, perché a volte in quelle situazioni ci si compatta trovando risorse incredibili. Se nonostante tutto alla fine la Spal sarà costretta a fare i playout dovrà prepararsi mentalmente e giocarsela azzerando tutto quello che è accaduto in precedenza”.
Il rendimento del suo Ancona “È un’annata particolare, ma stiamo andando abbastanza bene. Siamo ripartiti da zero dopo il fallimento e qualche problema ce l’abbiamo, ma contiamo che questa stagione serva per gettare le basi della prossima”.


