In esame il rendimento stagionale: in quale categoria finiranno i biancazzurri?
Con il campionato finito e i tentativi di metabolizzare la retrocessione ancora in corso, i discorsi sulla Spal non si esauriscono mai: al bar, in piazza e adesso anche sotto l’ombrellone la squadra estense è il principale argomento delle conservazioni dei tifosi biancazzurri, anche quando dalla società non traspaiono movimenti e sembra che tutto taccia (come sta accadendo ultimamente). I giocatori, per quel che ne sappiamo, stanno continuando i loro allenamenti a giochi finiti “per punizione” e proprio sulla rosa biancazzurra è il momento di aprire il processo. Per rendere le cose più interessanti e piacevoli, i calciatori non riceveranno singolarmente un voto, bensì verranno classificati all’interno di una categoria che verrà poi analizzata: nel lessico videoludico, questa particolare lista prende il nome di “tier list“.
A fine gennaio, in occasione dell’arrivo di Nainggolan, il presidente Joe Tacopina pronunciò le parole funeste: «Voglio vincere i playoff». Una frase sventurata che, a sentirla oggi, provoca ancora più rabbia nei tifosi biancazzurri. Nell’organico estense qualche giocatore che poteva garantire la lotta serie A c’era anche. Uno di questi è Alfonso. Con 10 clean sheet e 43 reti incassate, la pantera rosa della Spal ha salvato i suoi e ci ha messo una pezza in più di un’occasione, garantendo una discreta sicurezza tra i pali. Davanti a lui, una certezza assoluta della retroguardia biancazzurra: con 3.153 minuti (secondo giocatore per minutaggio), Meccariello è stato la colonna portante della difesa. Il rendimento dell’ex Lecce è cresciuto nel corso della stagione (escludendo l’autogol a Palermo) e i numeri fanno di lui uno dei migliori centrali della categoria; spesso criticato per carenza di personalità e mancanza di leadership dopo la partenza di Esposito. Anche l’ex capitano biancazzurro, oggi allo Spezia, rientra in questa categoria dal momento che è stato il faro degli estensi nella prima parte di stagione: sostituirlo non era cosa facile, ma per fortuna Prati è sbocciato in fretta. A completare la linea difensiva ferrarese ci sarebbe dovuto essere Varnier, tuttavia l’ex Cittadella è sceso in campo solo 15 volte a causa dei problemi fisici e delle continue ricadute. La sua continuità era un rischio calcolato fin dall’ingaggio, ma probabilmente non si era prestata abbastanza attenzione a questo aspetto. Solido e puntuale in tutte le apparizioni, è il più grande “what if” (e se Varnier ci fosse stato?) di questa stagione.
Nell’ultima parte del campionato le speranze, soprattutto in termini di gol e giocate, erano legate a due giocatori: Maistro e Moncini. Fantasista e tecnicamente abile, il 37 biancazzurro era il più imprevedibile con la palla tra i piedi per creare pericoli nelle difese avversarie; ancora è forte la delusione per il gol annullato contro il Perugia. Il miglior marcatore della squadra è Moncini con 9 gol: l’ex Benevento è stato a lungo al centro della discussione sul reparto offensivo…unica punta, attacco a 2 o riserva di La Mantia? A fine stagione si è conquistato la titolarità, sia per il flop dell’ex Empoli, sia per il cuore e il carattere che ci metteva nelle partite. Avrà avuto modo di riflettere molto in quelle gare in cui non gli arrivava mai una palla e veniva lasciato solo in attacco.
Chi più di tutti ha acceso un barlume di speranza nell’ambiente biancazzurro quando la barca dava i primi segnali di naufragio, è il Ninja Nainggolan. Il gol e l’assist all’esordio, nonostante la sconfitta contro il Bari, avevano fatto infervorare ancora di più la città ma hanno rappresentato un’illusione: il belga si è dovuto fermare per infortunio e, al rientro in campo, una ricaduta gli ha fatto concludere la stagione anzitempo. Una vera sfortuna, perché con il trequartista ex Roma e Inter al centro del meccanismo biancazzurro, la Spal aveva trovato la chiave per uscire dalle sabbie mobili del fondo classifica. Per quel che si è visto, Nainggolan si è confermato un giocatore di un altro livello (anche al 40% delle possibilità), che Ferrara non vedrà per un bel po’ di tempo.


