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Di Carlo: “La Spal mi ha sempre affascinato. Costruire una nuova mentalità e riaccendere l’entusiasmo”

“Chi arriva qui deve avere fame e valori umani e tecnici. L’allenatore deve essere d’esempio per tutti. Quest’anno bisognerà lottare fino al 95’ e oltre perché la maglia va rispettata e sudata sempre” esorta il tecnico spallino

Dopo grande attesa si è svolta la presentazione del nuovo allenatore biancazzurro Domenico Di Carlo. Dalle sue parole sono emerse fin da subito determinazione, equilibrio e passione: la stessa voglia che Mimmo vuole trasmettere all’ambiente spallino per tornare a sognare in grande dopo la delusione dell’ultima stagione. Voltata pagina, ci sono tutti i presupposti per aprire un nuovo ciclo biancazzurro: solo il tempo dirà se glorioso o deludente.

«Oggi è un bel giorno perché è un giorno di ripartenza per tutti – esordisce sorridente l’ex Pordenone -. Insieme al direttore, alla società, ai lavoratori ed ai tifosi cercheremo di riaccendere l’entusiasmo in città. Mi ha convinto ad accettare questa proposta l’entusiasmo trovato nel presidente e nel direttore, ma anche la responsabilità, la serietà e la professionalità che ho percepito in loro fin dal primo istante. Poi bisogna anche dire che si parla della Spal, una società con una storia importante ed io penso che la Spal, a prescindere dalla categoria in cui si trova, debba sempre cercare di fare il massimo». 

«Il gioco dovrà essere la cosa più importante, nella quale tutte le componenti dai giocatori alla società ed ai tifosi dovranno identificarsispiega Di Carlo -. Le motivazioni passano dal gioco e attraverso quello dovremo cercare di essere imprevedibili in fase offensiva e granitici in quella difensiva. La Serie C è un campionato difficile e la Spal, insieme a qualche altra squadra, sarà per tutti gli avversari la squadra da battere, per questo dovremo farci trovare pronti sotto l’aspetto caratteriale, ma soprattutto prepararsi al fatto che ogni partita sarà una battaglia nella quale tutti dovremo sporcarci le mani». 

«Il settore giovanile ha lavorato molto bene negli anni scorsi, – ha proseguito l’allenatore biancazzurro – io conosco bene Vito Grieco l’allenatore della Primavera e durante il campionato avrò modo di confrontarmi con lui e ci sarà massima collaborazione: molti giovani verranno con noi in ritiro, io cercherò di conoscerli il più possibile per capire chi può essere già pronto per la prima squadra, ma senza caricarli di responsabilità. Io non guardo la carta di identità e con me se un giovane merita avrà la sua chance a prescindere dall’età».

Di Carlo ha poi illustrato la composizione del proprio staff tecnico: viceallenatore Davide Mezzanotti; collaboratore tecnico Martino Sofia; preparatore dei portieri Cristiano Scalabrelli; preparatore atletico Lorenzo Riela; reparto recupero infortuni Carlo Voltolini ed Emanuele Tononi, che sono già in biancazzurro da tempo.

«L’entusiasmo si riaccende con la serietà, la passione e la volontà che ognuno di noi deve mettere in gioco per riportare questi colori nei campionati che merita: la Spal l’ho sempre immaginata ambiziosa in tutte le categorie perché so tutto quello che questa società rappresenta – ha proseguito il tecnico originario di Cassino -. Chi arriva qui deve avere fame e dei valori umani e tecnici. L’allenatore deve essere d’esempio per tutti, deve essere la garanzia che nel lavoro c’è serietà, professionalità e passione: la Spal deve essere un unico blocco, se ragioniamo così raggiungeremo grandissimi risultati. Questa piazza mi ha sempre affascinato e l’ho sempre seguita da vicino. Ho piena fiducia nel direttore perché è una gran persona ed un grande lavoratore e siamo entrati in sintonia subito». 

«Relativamente al girone in cui saremo inseriti – ha aggiunto il mister spallino – stiamo aspettando di sapere se sarà A o B, ma a prescindere da quello in entrambi i raggruppamenti ci sono squadre forti e noi dobbiamo pensare a noi stessi, focalizzandoci sul costruire una mentalità vincente. Sarà un percorso lungo e inizialmente servirà un po’ di pazienza. Non è un caso se tante squadre che retrocedono dalla Serie B alla Serie C fanno fatica a ritornare subito in cadetteria: sono solo il 20% delle retrocesse e questo avviene perché bisogna sapersi sporcare le mani senza adagiarsi. Per questo serve creare una mentalità con le caratteristiche che ho citato prima, chi affronterà la Spal deve essere cosciente di trovare sulla sua strada una squadra tosta, determinata e cattiva». 

«Sul mercato sono in piena sintonia con il direttore, questo è il suo compito, io gli chiedo delle caratteristiche e poi ci confrontiamo. La Spal ha già tanti giocatori bravi, bisogna capire chi rimarrà. Quello che ho detto al direttore fin dal primo momento è che non volevo contratti biennali, triennali o con opzioni: voglio prima farmi conoscere come persona, far conoscere il mio calcio e da lì magari si potrà aprire un ciclo. Su Antenucci non c’è ancora niente di ufficiale quindi per ora posso solo parlare del giocatore, che ha un fortissimo legame con la città, oltre a grandissimi valori tecnici ed umani. L’età per me non conta, ma contano i valori e lui sicuramente rispecchia tutto quello che cerchiamo per questa squadra». 

«So bene che l’anno scorso la stagione non è andata come doveva andare, – ha concluso mister Di Carlo – la retrocessione è stata dura per tutti però questi giocatori sono bravi ragazzi, purtroppo incappati in una stagione negativa. Io parlerò chiaro con chi verrà in ritiro: finché un giocatore sarà a mia disposizione dovrà lavorare sodo, poi la società farà le proprie valutazioni. Chi rimane sa benissimo che deve fare un percorso ed essere convinto al 100% del progetto, per contribuire a riaccendere l’entusiasmo e creare la giusta alchimia. Quest’anno servirà una mentalità nuova anche nell’approccio alle partite: bisognerà giocare sempre per vincere, perché in questo stadio non si può fare altro, poi ovviamente ci sono gli avversari e non si riuscirà sempre a farlo, ma bisognerà lottare fino al 95’ e oltre perché la maglia va rispettata e sudata sempre».

foto spalferrara.it

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