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Spal, Antenucci: “Non possiamo fare proclami. Bisogna iniziare una nuova fase”

Sulla scia delle parole di mister Di Carlo, il nuovo capitano biancazzurro: “Sarà una ripartenza basata su valori e senso di appartenenza. Deve tornare l’unità tra tutti”

Mirco Antenucci è tornato a frequentare il centro sportivo “G.B. Fabbri” tra allenamenti in campo e interviste in sala stampa. Proprio nel pomeriggio di venerdì 14 luglio si è tenuta in via Copparo la conferenza di presentazione dell’attaccante molisano.

Il presidente Joe Tacopina – in collegamento dagli States – ha accolto Ante7 con un’investitura importante: «Per prima cosa voglio dare il bentornato a casa al capitano. Oggi è un grande giorno per tutti perché presentiamo un giocatore che sarà la guida nella ricostruzione della nuova SpalHo avuto il piacere di cenare con lui e la moglie circa un mese fa – ha continuato il numero uno biancazzurro – e sono rimasto colpito dalla sua persona e dai suoi valori: me lo avevano detto, ma conoscerlo è stato un grande piacere. Mirco è un giocatore dalle qualità tecniche indiscutibili, ma soprattutto dalle grandi qualità umane, lo ha già dimostrato nella sua precedente esperienza in biancazzurro ed ha tutte le caratteristiche di leadership che abbiamo condiviso fin dal primo momento con il direttore tecnico Fusco e che saranno preziose all’interno dello spogliatoio. Quando con il direttore abbiamo iniziato a parlare delle caratteristiche della squadra che sarà, e soprattutto delle qualità mentali e caratteriali che avrebbe dovuto avere, il nome di Mirco tornava sempre – rivela l’avvocato newyorkese –. È la persona ideale per guidare il nuovo gruppo e anche quando ne ho parlato con mister Di Carlo è stato subito entusiasta. È un acquisto importante, simbolo di un nuovo corso e mi auguro che rimanga con noi a lungo, entrando anche a fare parte del management del club in futuro. Sono felice di aver fatto questo regalo a tutta la città e a tutti i tifosi della Spal. Voglio, infine, aggiungere e sottolineare l’educazione, la formazione e l’intelligenza di Mirco anche dal punto di vista umano e intellettuale. Una persona – ha concluso Tacopina – che non vuole mai smettere di studiare ed imparare, uno dei pochi giocatori che è riuscito a laurearsi durante l’attività sportiva e questo fa capire ancora di più il suo spessore umano. So cosa significa il suo arrivo per la città e tutti i tifosi perché ha scritto pagine importanti nella storia della Spal e quindi non posso fare altro che dargli ancora una volta il mio più caloroso benvenuto». 

Il patron estense ha così aperto al futuro ruolo dirigenziale che il nuovo capitano biancazzurro potrà avere all’interno della società: sicuramente uno degli aghi della bilancia nel ritorno a Ferrara del Lupo di Roccavivara.

«Ringrazio il presidente Tacopina per le belle parole – ha dichiarato Mirco Antenucci  – ci siamo conosciuti poco tempo fa, ma ho subito apprezzato il suo entusiasmo, la sua intelligenza e la sua voglia di ripartire che mi hanno convinto ad accettare. Sarà una ripartenza basata su valori e senso di appartenenza, che dovranno essere le linee guida per ricostruire, perché adesso bisogna iniziare una nuova fase. Mi sento ancora giocatore, amo questa città però non torno come icona, ma come un calciatore che ha voglia di raggiungere obiettivi importanti. Ho sempre accettato sfide importanti – spiega il centravanti ex Bari –, non mi interessa la categoria ma l’emozione e l’entusiasmo che ci sono dietro: ho lasciato la Spal in Serie A per il Bari in Serie C e ora il Bari quasi in A per la Spal in C. Le responsabilità in carriera me le sono sempre prese, ma l’ho fatto con molta serenità. È stato un mese di riflessione, – ha aggiunto il nuovo calciatore biancazzurro – sicuramente è stata una batosta perdere una finale playoff all’ultimo minuto, ma si deve ripartire. Sono stato combattuto, ho lasciato tanti amici, un gruppo fantastico e una città meravigliosa ma sapevo di tornare in una città che mi ama: ho fatto una scelta per il presente e per il futuro, mio e della mia famiglia. So che qui c’è bisogno di me, ma entrerò in punta di piedi nello spogliatoio anche se sono il più vecchio e darò il 100% per il presidente, per la squadra e per tutti i tifosi. L’intento è vincere ma non possiamo ancora fare proclami – in merito ad un’immediata promozione, ndr – perché c’è tanto da lavorare.

Ho incontrato il mister e mi ha trasmesso grande carica, mi è piaciuto subito a livello umano per quello che ci ha detto e sono convinto che potremo fare un bel lavoro. I miei compagni mi hanno sorpreso: si stanno allenando con forza, motivazione ed entusiasmo, sia i giovani che i più grandi e in campo c’è un bel climaUn consiglio che posso dare loro? Bisogna avere la passione di fare il nostro lavoro sempre con il sorriso, perché dobbiamo essere consapevoli di quanto siamo fortunati a fare del calcio la nostra professione. Solo questo deve dare mille motivazioni – parole che riecheggiano alla lettera il discorso post retrocessione di Tacopina, ndr -. Deve tornare l’unità tra tutti, perché questo può fare la differenza: ricordo il calore dello stadio e la spinta dei tifosi, che sarà ancora fondamentale. Qualche giorno fa ho preso la scelta definitiva, avevo una proposta da entrambe le società ma sapevo che la Spal aveva bisogno di me e sono molto contento di essere tornato. Ho giocato 140 partite in 4 anni, – ha concluso Antenucci – sto bene e sono integro altrimenti non avrei scelto una sfida così delicata, ma il mio impiego lo deciderà il mister. Io sono a disposizione, sono sereno e ci sarà dialogo ma le scelte saranno sempre le sue».

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