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Spal, la Curva Ovest contro le squadre B

I supporters biancoazzurri criticano l'inserimento nei gironi delle seconde squadre delle grandi società

In concomitanza con la gara amichevole disputata ieri contro l’Atalanta Under 23, la Curva Ovest della Spal, ha fatto sentire la propria voce sui canali social relativamente alla scelta di inserire nei gironi del prossimo campionato di Serie C, le squadre B di alcune grandi società sportive italiane. I bergamaschi sono inseriti nel girone A mentre nel girone della Spal figura la Juventus Next Gen.

Questo il comunicato del cuore caldo del tifo spallino:

“A una settimana dall’inizio del campionato facciamo i conti con una realtà che merita più di qualche riflessione. Per la S.P.A.L. e per Curva Ovest sarà un anno cruciale, inutile nascondersi. Un anno durante il quale essere compatti farà davvero la differenza in campo e sugli spalti. Noi saremo lì, al nostro posto, fieri del nostro ruolo, come sempre è stato da cinquant’anni a questa parte. Visibili, come la normalità delle cose vorrebbe. O anche invisibili, talvolta, quali fondamentali attori di un dietro le quinte dove i soliti noti sono convinti di relegarci. Perché nascosto dietro l’ipocrisia dell’ordine pubblico, c’è sempre uno spauracchio intriso di incompetenza e aberrazioni giuridiche che ci porta ad assistere a spettacoli indecenti, tipo l’annullamento di amichevoli estive. In una realtà sempre più radicata che ha la pretesa di condizionare le opinioni, discriminare le presenze e perfino determinare i calendari delle partite, a questo punto. Del tipo: “amichevoli sì, ma con chi diciamo noi”.
E capita perfino che gli sparring partner ideali di questo nuovo modello mercificato e pilotato siano le cosiddette squadre B. Compagini che portano nomi altisonanti, pur essendo nient’altro che un surrogato sportivo. Un laboratorio per animali da quattrini, un’entità senza corpo né anima cui è permesso partecipare ai campionati. E, conseguentemente, condizionarne l’andamento. A beneficio di chi, già potente, diventerà ancora più potente. E a discapito di piazze con una storia vera, tifosi in carne ed ossa, tessuti sociali intrecciati, passioni.
Troviamo che la deriva di questo calcio asservito al denaro e alle logiche di potere stia toccando livelli mai visti. Se volevano schifarci ci sono riusciti, senz’altro. Se volevano annullarci o sostituirci con spettatori preconfezionati… Beh, che facciano pure del loro meglio. Perché noi dal nostro posto non ce ne andremo mai. Fino all’ultima bandiera, fino all’ultima battaglia.
Fino all’ultimo grido di passione e di libertà.”
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