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Colucci prova a spronare la Spal: “C’è da lavorare e da svegliarsi”

Il mister biancoazzurro presenta la delicata sfida di giovedì con il Sestri Levante

Alzarsi non sarà facile soprattutto perchè la Spal in questo momento è a terra e, al di là di un gioco che non è mai decollato e di una classifica che piange, va anche detto che la fortuna non arride certo ai biancoazzurri, come dimostrano i tantissimi infortuni che stanno costellando la rosa.

Mister Colucci, alla vigilia del match contro il Sestri Levante, prova a scuotere l’ambiente, nella speranza che arrivino quei tre punti che ridarrebbero un po’ di ossigeno all’ambiente: “Di solito quando le cose vanno male si chiede sempre come sia l’atmosfera nello spogliatoio, ma sono luoghi comuni: oggi bisogna guardare in faccia la realtà, capire se la squadra sta dando il massimo e questa squadra lo sta facendo, quindi sono sicuro che con il lavoro e un po’ di fortuna ne usciremo. Se dicessi che non ho una prospettiva dovrei andarmene e me ne andrei. Oggi sto lavorando sui ragazzi per essere veloci nel ragionamento e nelle scelte da fare in campo. Sento spesso dire che la punta è sola ed è vero, ma gli esterni possono e devono entrare e in questo caso la colpa è mia. C’è lavoro da fare? Si tanto, c’è da lavorare e da svegliarsi. I ragazzi si rendono conto che non stanno dando il massimo a livello di atteggiamento, io sono un caratteriale e se non lo fanno la colpa è mia che evidentemente non sono riuscito ad incidere a sufficienza, ma devono arrivarci e sono convinto ci riusciranno”.

Entrando più nel merito del match di domani, Colucci aggira la domanda sul modulo che utilizzerà, visto che in tanti chiedono di accantonare il 4-3-3 viste le tante assenze in avanti: “Il modulo è statico, poi però quando fischia l’arbitro diventa dinamico e va interpretato, perché ci sono le rotazioni e l’allenatore deve saperlo fare cambiare. Il Sestri Levante è una squadra organizzata e dobbiamo avere rispetto per loro come per chiunque altro, ma prima di tutto dobbiamo fare la prestazione e domani mi auguro di vederla fin dal primo minuto. Non vinciamo perché ci chiamiamo Spal, e se pensiamo così siamo completamente fuori pista. Si può perdere e vincere contro chiunque, perché in campo ci vanno i giocatori non il blasone e gli avversari che giocano contro di noi avranno sempre una motivazione superiore”.

Infine un commento sula contestazione da parte della Curva Ovest che ha chiesto ai giocatori di tirare fuori gli attributi e ha duramente attaccato squadra e società sui social: “Preferisco la contestazione alla rassegnazione; la rassegnazione mi dà noia e per questo è una cosa che ho apprezzato. I tifosi sono venuti a dimostrarci la propria vicinanza, ci hanno esortato a vincere qualche contrasto che è quello che dico anche io ai ragazzi, perché il 75% dei gol nascono da palle riconquistate, non vengono dalla costruzione dal basso. Dire <siamo scarsi> per me è una bugia bianca a difesa del gruppo, abbiamo dei limiti che possono essere superati solo col tempo e col lavoro quindi è stato un modo per tutelare il gruppo ed i compagni”.

foto da www.spalferrara.it

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