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L’ex Murgia: “Alla Spal un’esperienza dolceamara, in Romania mi trovo benissimo”

Il classe '96 gioca ora nell'Hermannstadt: "Cercavo la voglia e la felicità di giocare a calcio, è un’esperienza che mi sta dando tantissimo"

Con la maglia della Spal ha totalizzato 92 presenze e 2 gol in quattro stagioni ed ora ha intrapreso un’esperienza nel calcio rumeno. Stiamo parlando del centrocampista classe ’96, Alessandro Murgia, che dopo essere nato e cresciuto con la maglietta della Lazio addosso ha vissuto a Ferrara una bella parentesi della sua carriera per poi trasferirsi la scorsa estate, in prestito con diritto di riscatto, all’Hermannstadt.

Intervistato da Tutto Mercato Web, Murgia ha parlato così della sua esperienza in biancazzurro: “Ferrara è stata dolceamara. Siamo partiti molto bene, la scelta era calcistica ma anche di crescita personale. Lasciavo la mia città, erano tante energie positive e anche sul campo raccogliemmo una bella salvezza. I primi sei mesi sono stati positivi, tanto che decido di trasferirmi a titolo definitivo. Nell’anno successivo direi che ci sono state tante componenti per cui le cose non sono andate bene. A metà anno è scoppiato il Covid, c’è stato uno stop che ha influito tantissimo sugli umori e sulla ripartenza. Era una situazione complicata, io ero un perno di quella squadra e quindi le cose non sono andate bene anche per me. Non voglio usare giustificazioni, ma non era facile. Io poi ero al secondo anno di A… Le realtà piccole come la SPAL hanno sofferto aspetti come la chiusura dello stadio, il Mazza era sempre molto caldo”.

Sul trasferimento nel calcio rumeno: “Parto dicendo che l’idea di fare un’esperienza all’estero mi è sempre piaciuta, così come di testare nuove culture, stili di vita e lingua. Dopo tre mesi in Romania ho imparato meglio l’inglese che in dieci anni di scuola. Sono in un campionato di serie A, per rimettermi in gioco e ripartire. Cercavo la voglia e la felicità di giocare a calcio e non me ne pento, è un’esperienza che mi sta dando tantissimo, come uomo e come padre. Poi c’è il discorso tecnico, sono in un altro campionato e c’è meno tattica rispetto all’Italia ma più intensità. E una visione diversa del calcio. Ho trovato stadi super-moderni, è una realtà sorprendente”.

 

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