Dopo il prestito di cinque mesi alla Spal,Ā TomiĀ PetroviÄĀ ĆØ tornato alĀ Trento, ma il suo futuro rimane ancora incerto. Intanto l’attaccante, intervistato da Gianluca Di Marzio, ha fatto un bilancio della sua, breve ma intensa, esperienza in biancazzurro, partendo dal fatto che al suo arrivo a Ferrara la squadra era penultimo in classifica:Ā āNon capivo il motivo per cui la Spal fosse in quella situazione, perchĆ© i giocatori erano tutti forti. Cāerano anche calciatori che avrebbero potuto essere in una categoria superiore. Non riuscivo a capire perchĆ© fossero in quella situazione.Ā Nel calcio, però, può succedere di tutto, anche se la squadra ĆØ forteā.
āSono stati 5 mesi particolari – ha aggiunto Petrovic – perchĆ© io sono arrivato in un momento difficile. Erano penultimi ed erano contestati,Ā non era un periodo facile. Io però mi sono aggregato bene: ho cercato di dare una mano e alla fine ci siamo ripresiā.
Poi il ritorno sulla panchina biancazzurra di Mimmo Di Carlo, la salvezza e i playoff sfiorati: āCi ĆØ mancato un punto per raggiungere i playoff. Secondo me, considerando la situazione di febbraio, abbiamo ottenuto un buon risultato. A mio avvisoĀ nel girone di andata sono stati persi troppi punti, poi al ritorno abbiamo vinto tante partiteĀ (8 su 14 con Di Carlo, ndr). Se avessero fatto più punti allāandata magari avremmo fatto i playoff. Quando sono arrivato io cāerano 15 punti di distanza dal decimo posto, quindiĀ abbiamo fatto un piccolo miracolo,Ā anche se non abbiamo raggiunto i playoffā.
Infine,Ā Petrovic ha concluso il bilancio sui 5 mesi passati a Ferrara parlando del rapporto con Di Carlo: āMi sono trovato bene con lui: ĆØ una brava persona. Ci ha dato un poā diĀ tranquillitĆ Ā e diĀ libertĆ .Ā Non creava troppa pressione perchĆ© anche lui conosceva la situazione. Ć stato molto bravo a gestire quel momentoā.
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