Gianmarco Piccioni può essere oggetto di diverse critiche, ma non gli si può negare la capacità di trovare il gol. Il numero 28 della Spal, arrivato a fine novembre, ha inizialmente incontrato difficoltà di inserimento e nel ritrovare continuità realizzativa, offrendo prestazioni complessivamente al di sotto delle aspettative.
Nonostante ciò, nelle ultime settimane ĆØ stato spesso lāunico a comparire tra i marcatori della squadra, raggiungendo quota sei reti in campionato. Anche lāultimo centro, segnato nei minuti finali contro il Pietracuta, si ĆØ rivelato decisivo per evitare la sconfitta e conquistare almeno il punto.
In un percorso di luci e ombre, in parallelo con il momento della squadra, queste dinamiche, insieme alle sue sensazioni personali sullāesperienza in biancazzurro, sono state al centro dellāintervista rilasciata dallāattaccante.
Piccioni, ci eravamo illusi per la promozione diretta? “Non parlerei di illusioni e delusioni. Noi abbiamo fatto un percorso chiaro nellāultimo mese e mezzo, raccogliendo quasi il massimo. Peccato per lāultima battuta dāarresto, ma lāobiettivo non cambia. Lo pensavo quando eravamo a -10, continuo a pensarlo ora. La corsa al primato non ĆØ compromessa, dobbiamo ragionare sempre per raccogliere il massimo. Poi, se il Mezzolara sarĆ stato più bravo, gli stringeremo la mano e punteremo ai playoff“.
E in quel caso? “SarĆ una specie di campionato a parte. Io li ho giocati, vincendoli in serie C1 e perdendo una finale al 97ā in C2. Le regole sono regole, quindi bisogna andare avanti per forza, ma ĆØ singolare che siamo nellāunica regione in cui non si tengono conto delle distanze tra le prime. Noi abbiamo grande margine sulla seconda e ancora più ampio sulla quinta“.
Lāumore dello spogliatoio dopo Santarcangelo: “CāĆØ delusione, ĆØ innegabile, perchĆ© puntavamo al bottino pieno, ma la prestazione non ĆØ stata di livello come le precedenti. Rincorrere da tanto tempo non ĆØ facile, soprattutto quando ogni domenica si affrontano avversari che contro di noi si applicano allāennesima potenza, poi contro altri avversari magari scendono in campo meno feroci. Questa ĆØ una croce che dobbiamo portarci fino alla fine. Andiamo avanti e sul traguardo faremo i conti“.
Cos’ĆØ cambiato con mister Parlato? “Non amo fare paragoni e nemmeno parlare al passato. Dico solo che i due tecnici hanno idee diverse e modi di fare diversi. Anche con Di Benedetto avremmo potuto vincere partite che non abbiamo fatto nostre. Ora siamo uniti e compatti nel voler finire al meglio“.
Come valuta i primi mesi a Ferrara? “Bellissimi, indipendentemente da quanto si possa dire in giro. Io ci sto mettendo tutto me stesso per godermi questa straordinaria opportunitĆ che mi ĆØ capitata. Il salto di categoria, diretto o con i playoff, sarebbe la chiusura di un bel cerchio. Non mi ha fatto piacere sentire o leggere certe cose nei miei confronti, ma io cerco di far parlare il campo, dando una mano alla squadra e a questa societĆ , che mi sta dando tantissimo. Mi sento in una seconda famiglia. Ho ricevuto tante critiche che ritengo ingiuste, ma ormai sono grande, grosso e vaccinato, cerco di passarci sopra. Anche grandi sportivi ai massimi livelli vengono criticati, quindi ci sta. Il mio obiettivo ĆØ solo quello di continuare a segnare, visto che lo sto facendo. Poi, so che a Ferrara si era abituati ad altri livelli e ad altri attaccanti, magari avere Piccioni può far storcere il naso“.
In campo non sempre risulta “simpatico”: “Sono sincero, questo ĆØ un tema, ne parlo spesso anche con il mio procuratore. Io sono onesto quando dico che non ci faccio caso e che dovrei analizzarmi meglio visivamente. Questa cosa me lāhanno giĆ fatta notare e mi dispiace che non riesca a trasmettere lāidea corretta del mio reale impegno e della persona che sono“.
Nellāultimo periodo ha segnato quasi solo lei, ma per ora non ĆØ bastato: “Un mese fa ero meno sereno, ora lo sono di più. Anzi, ci scherzo quasi sopra e mi viene da sorridere. A me basta che parli il campo, che ĆØ sempre il giudice supremo. Se poi le critiche portano gol ogni domenica, allora spero ne arrivino tante. Ć normale che mi avrebbe fatto piacere essere apprezzato in determinati momenti, ma tutto fa parte del gioco. Vengono punzecchiati campioni e fuoriclasse, quindi anche Piccioni può prendersi le sue“.
La coesistenza forse forzata con Moretti non ha finito per penalizzare entrambi? “Non credo, perchĆ© abbiamo caratteristiche diverse e possiamo giocare assieme. Lāabbiamo fatto quando tutta la squadra non girava. Senza i risultati e senza i gol ĆØ chiaro che chi fa un mestiere come quello dellāattaccante finisce per essere il primo bersaglio. Le punte sono croce e delizia. Poi, ciascuno ĆØ libero di dire la propria. Con Moretti non siamo in competizione, abbiamo lāobiettivo comune di riportare questi colori in alto. Abbiamo anche un rapporto speciale, che va oltre al calcio: lui ĆØ un ragazzo eccezionale, raro in questo mondo e saremo amici per tutta la vita“.
Le ĆØ dispiaciuto rimanere fuori contro il Mezzolara? “Non voglio raccontare bugie: tantissimo. In una situazione del genere chiunque avrebbe voluto scendere in campo. Detto ciò, i singolarismi non vanno bene, per cui resta il bel ricordo della vittoria della squadra“.
Ci spiega lāesultanza āda golfā? “Ć una cosa nata tanto tempo fa con mia figlia, che ora ha 8 anni. Vorrei esultare cosƬ sotto la Ovest, lāunica volta che ho segnato lƬ eravamo nel finale di una partita da provare a rimontare“.
Ci pensa alla doppia cifra di gol? “SƬ, assolutamente, ma senza assilli. Penso in primis alla serie D, ma voglio arrivare almeno a 10 gol. Se rispondessi il contrario sarei ipocrita“.
Che ne pensa di Ferrara? “CittĆ bellissima, alla portata di tutti, con un sacco di possibilitĆ di godersi la quotidianitĆ . I ferraresi sono brave persone, qui cāĆØ tutto per star bene. E nello spogliatoio ci sono ragazzi che in 17 anni di carriera non ho trovato molto facilmente in giro. Tutti meritano tanto. Posso assicurare che il senso dāappartenenza ĆØ elevatissimo“.
Le piacerebbe rimanere per un riscatto a tutto tondo? “Certo che sƬ. Chiunque vorrebbe rimanere o venire qui. In questo momento sono determinato nel voler raggiungere lāobiettivo. Farlo dando il contributo che sto dando varrebbe molto per me e quindi sarebbe ancor più bello continuare a Ferrara. Ma ora, testa al SantāAgostino“.
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Ripescaggio come funziona?
Grazie
Io credo nel ripescaggio..anche se ho sentito dire che mancherebbero dei requisiti. Anche quando la Sampdoria retrocesse in C si inventarono qsa x ripescarla
Ha ragione, ripescaggio male che vada e ci credo, la Spal da fastidio in quella categoria