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A 11 giornate dalla fine del campionato l’imperativo è vincere per evitare la retrocessione e scrivere un epilogo felice ad una stagione deludente

La sfida con il Cittadella si candida ad essere il punto di svolta della critica stagione spallina: la vittoria contro i granata non è una possibilità lontana, bensì un’esigenza necessaria. La squadra di Massimo Oddo è all’ultimo posto in cadetteria con la zona playout a 2 punti e la salvezza a 5 lunghezze: urge un cambio di rotta immediato, pena la serie C. Ma com’è finita la Spal (squadra costruita con aspettative ben superiori rispetto alla situazione attuale) in questa inarrestabile parabola discendente? Ripercorriamo il travagliato percorso dei biancazzurri fino ad ora.

Il campionato 22/23 inizia con Roberto Venturato (subentrato nella stagione precedente a Josep Clotet) alla guida della formazione di via Copparo: dopo 8 giornate e 9 punti conquistati l’allenatore originario dell’Australia viene esonerato a causa di un rendimento non in linea con le rosee aspettative “tacopiniane” di tornare in serie A.

Al suo posto siede sulla panchina spallina Daniele De Rossi, all’esordio assoluto nel ruolo di tecnico. Giornata dopo giornata, l’euforia per l’arrivo di Capitan Futuro lascia spazio alla delusione per i risultati negativi sul campo. L’ingaggio di DDR ha rappresentato sicuramente una scelta ambiziosa e lungimirante da parte della società biancazzurra, ma si è rivelata una mossa fin troppo avventata e imprudente: 15 punti in 16 partite (3 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte) non bastano all’ex Roma per garantirsi il posto fisso e la Spal opta per il terzo cambio gestionale.

Con la squadra ferrarese in zona retrocessione, Massimo Oddo varca le mura estensi il 14 febbraio con l’incarico di tenere la categoria e con un’esperienza decennale nel ruolo da allenatore. Dopo un pareggio e 2 sconfitte (contro Frosinone e Genoa, al primo e secondo posto del girone) il tecnico pescarese ha a disposizione 11 partite per ribaltare il fondo della classifica e scrivere un finale diverso all’insufficiente campionato spallino.

«Sono preoccupato per la classifica ma dopo questa partita sono più fiducioso rispetto a ieri perché ho visto la stessa solidità avuta contro il Genoa condita da soluzioni qualitative in più» ha affermato Oddo dopo la sconfitta rimediata contro il Frosinone. Una chiave tecnico-tattica e un genuino ottimismo necessari per affrontare le prossime sfide con squadre «più abbordabili» (ha sottolineato il tecnico biancazzurro) e la prima delle «11 finali» (così le ha definite l’ex terzino di Milan e Lazio) è quella di domenica 5 marzo in casa contro il Cittadella: vietato sbagliare!

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