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“Una squadra senza anima, grinta e cuore”, Tacopina durissimo sulla Spal

Sul futuro della squadra il Presidente non si sbilancia: “Non credo sia il momento giusto per questa valutazione”

Parole dure, durissime da parte del Presidente Tacopina che, dopo la retrocessione della squadra in serie C, non usa mezze parole e condanna apertamente la squadra. “Sono qui per dire solo poche parole – esordisce il Pres -. Sono ovviamente molto dispiaciuto e amareggiato per la retrocessione, per quello che è accaduto oggi ma soprattutto per il fatto che questa squadra ha dimostrato di non avere alcun cuore ed alcun sentimento che potesse guidarla in una svolta. Questa è la cosa che davvero mi amareggia di più”. Ci sono persone che lavorano ogni giorno e rischiano la vita come pompieri, carabinieri e molti altri. E poi ci sono persone come i calciatori che vengono pagati per giocare a calcio e che devono essere veramente grati per questa fortuna. Una fortuna che tutti noi vorremmo avere, eppure queste persone hanno mostrato una totale mancanza di volontà, cuore, grinta e voglia di sdebitarsi. Certo non parlo di tutti i calciatori perché ce ne sono alcuni che hanno davvero dato tutto, penso a Giuseppe Rossi che a fine partita girava da solo per il campo. In ogni caso abbiamo gettato al vento un’opportunità enorme”.

Una dura presa di posizione, quindi, ma anche una disamina più allargata che analizza altri aspetti della stagione: “Dietro questa squadra c’è una proprietà che ha investito molti soldi, 25 milioni di euro in due anni e non sono certo soldi del monopoli. Abbiamo provato a dare una svolta cambiando tre allenatori in stagione ma non è cambiato mai nulla. E sono convinto che anche con Guardiola in panchina il risultato sarebbe stato lo stesso. Certo sono stati fatti anche degli errori nella costruzione della squadra ma il problema più grande è stata la totale assenza di volontà da parte della squadra, e quando mancano cuore e anima non c’è nessun altro risultato se non la sconfitta. Il carattere batte il talento, e questo accade ogni giorno”.

Sul futuro e sulla sua permanenza in società, invece, il Presidente non si sbilancia: “Non credo sia il momento giusto per questa valutazione. Questa proprietà, come ho già detto, ha investito moltissimo e non sempre ho percepito l’approvazione delle scelte fatte. Sapete che mi piace guardare avanti, ma non voglio mentire. Non mi spaventa la serie C, che comunque ho già vissuto, però è giusto non decidere a caldo e prenderci il tempo per valutare al meglio”.

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