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Il sindaco di Ferrara ha espresso il suo rammarico per la retrocessione della Spal

“Dietro questi colori c’è molto di più che una squadra di calcio: c’è tutta la nostra storia e le nostre radici” ha scritto Alan Fabbri dopo la sconfitta di sabato

Anche il sindaco di Ferrara Alan Fabbri sapeva quanto fosse importante che la Spal mantenesse la categoria, da tifoso e da primo cittadino. L’indotto che il club biancazzurro ha creato in questi 6 anni di nobili categorie è stato certamente vantaggioso per il Comune di Ferrara in termini di visibilità e non solo, più che nelle stagioni passate di serie C. È quindi comprensibile il rammarico di Fabbri (innanzitutto come tifoso) e la volontà di vederci chiaro.

«Non parlo quasi mai di calcio ma oggi farlo mi sembra più che doveroso. Con questa ennesima sconfitta la nostra Spal va in serie C. Noi tifosi ci siamo aggrappati ad un filo sottile fino all’ultimo momento, dando fiducia ad una squadra che evidentemente non è riuscita a comprendere i grandi sacrifici fatti per arrivare fino alla prima serie. Qualcuno dirà: ma sì, sindaco. È solo un gioco. Forse persone esterne potrebbero pensarlo, ma per chi è di Ferrara da generazioni, è nato a Ferrara, andava alla Spal sin da piccolo assieme ai suoi genitori, riceveva in regalo per i propri compleanni una maglietta, una sciarpa, una bandiera bianco celeste, oggi è un boccone impossibile da mandar giù. Dietro questi colori c’è molto di più che una squadra di calcio: c’è tutta la nostra storia e le radici a cui siamo e saremo sempre orgogliosi di appartenere, anche nei momenti di difficoltà come quello di oggi. Ci sarà tempo per pensare a cosa non ha funzionato ma sono certo che un confronto con la società sia necessario innanzitutto per poter individuare le responsabilità di questo collasso e, contestualmente, per capire quali sono le intenzioni della dirigenza sulla serie C. Permettetemi però un ringraziamento alla Curva Ovest e a tutti i tifosi che, nonostante tutto, non sono mai venuti meno al supporto della squadra, anche quando ormai non c’era quasi più nulla da fare. Hanno cantato fino alla fine, a squarciagola, per incitare i giocatori, hanno fatto importanti sacrifici per raggiungerli in tutte le trasferte e preparare le coreografie. Una tifoseria del genere meritava molto di più. Al di là di tutto sempre Forza Spal!».

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