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Tra le righe pare che Tacopina possa rimanere anche per la prossima stagione

“Dobbiamo riuscire a convertire questa enorme amarezza in un’opportunità ed un’occasione per crescere e tornare più forti di prima”

Riascoltando tra le righe l’intervista rilasciata ieri dal Presidente Tacopina, si può forse abbozzare un cauto ottimismo sulla sua permanenza a Ferrara anche per la prossima stagione. Soprattutto nella parte finale di conferenza, in cui ha risposto alle domande dei giornalisti, si possono infatti cogliere alcuni aspetti che lasciano presagire la volontà di continuare, nonostante gli screzi con la curva e le minacce ricevute. Tacopina ha ribadito più volte la necessità di imparare dagli errori fatti per il futuro e ha dato anche qualche indicazione sulle contromisure da prendere: emblematica, a tal proposito, suona la citazione finale ad una frase di Winston Churchill (“Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta” le parole a cui si riferiva il Presidente).

“Sono sempre stato ottimista di natura – ha detto Tacopina e a chi mi rimprovera di un eccesso di ottimismo rispondo che fa parte del mio carattere e della mia formazione culturale. Nasco da genitori che sono arrivati in America dall’Italia e da una famiglia che ha affrontato situazioni di povertà, ma è proprio questo che mi ha permesso di ottenere i risultati che ho ottenuto nel corso della mia vita. In questi anni ho, però, imparato che qui la cultura è diversa e probabilmente devo sforzarmi per adattarmi meglio a questo: ho capito che non è conveniente parlare di grandi progetti perchè le persone hanno paura che poi questo non accada e quindi vivono male la situazione. Ma la mia mentalità non cambierà. La mia squadra non partirà mai con l’obiettivo salvezza perchè questo significherebbe far credere ai giocatori di non essere idonei e risulterebbe come una sorta di alibi. Sono fermamente convinto che solo fissando un obiettivo alto si possa tirare fuori quel qualcosa in più. In ogni caso, a inizio anno, credevo fortemente in questa squadra, perchè in rosa c’erano nomi importanti e grandi potenzialità e pensavo che potesse davvero lottare per un obiettivo importante”.

Se è, quindi, vero che a livello di nomi la squadra aveva individualità notevoli, è altrettanto vero che tanti errori sono stati fatti a monte, partendo dai ruoli dirigenziali e sportivi e passando per i tre cambi di allenatore: “Gli errori più grandi sono stati fatti in area sportiva. Ho scelto il Direttore Fabio Lupo che è una persona che stimo a livello personale e che ha fatto un buon lavoro con me a Venezia; qui, però, non è riuscito a fare altrettanto compiendo errori importanti a livello di impostazione sportiva. Certo mi assumo le mie responsabilità perchè la scelta è stata mia, ma questa squadra ha palesato grosse carenze in termini di leadership e carattere, oltre ad una panchina che non forniva le adeguate contromisure per subentrare a partita in corso e cambiare le cose. E questo nonostante i tanti soldi spesi. Dobbiamo, però, imparare dai nostri errori per far sì che non si ripetano. Un altro aspetto che modificherò sarà il far sì che ci sia un’unica voce a livello decisionale dal punto di vista sportivo. Il nuovo direttore sportivo prenderà autonomamente le decisioni ed avrà totale autonomia; in questi anni, tale mancanza ha costituito forse il nostro principale problema, perchè c’erano due o tre voci nello stesso processo decisionale e questo non ha certo aiutato. Per il resto, anche se io non posso essere fisicamente a Ferrara ogni giorno, ci sono persone che delego e che hanno la mia totale fiducia, che mi riportano quotidianamente quello che succede. Ma ci saranno ristrutturazioni interne molto significative, con l’ingresso di nuove persone che possano portare un contributo importante al nostro progetto”.

Intanto venerdì la Spal giocherà l’ultima di campionato a Pisa e, anche se le speranze sono pressochè nulle, sarebbe comunque importante fare risultato per avanzare in classifica nel caso possano esserci ripescaggi per la prossima stagione: “Sappiamo che alcune squadre hanno un po’ di problemi, ma dobbiamo cercare di fare risultato per noi stessi e per chiudere a testa alta questo campionato. Confermo anche che la squadra rimarrà al lavoro fino all’ultimo giorno disponibile perchè deve capire la gravità di quello che è successo. Stiamo studiando quale può essere la formula migliore in base alle regole vigenti ma rimarranno ad allenarsi finchè è possibile: i giocatori sono pagati per le loro prestazioni ed è giusto che diano in campo per quel che sono corrisposti”.

Tra i temi di discussione anche il timore che diversi giovani biancoazzurri possano lasciare Ferrara dopo la retrocessione, ma Tacopina non pare preoccupato: “Credo che il nostro settore giovanile rappresenti una vera e propria eccellenza a livello nazionale. Non sono però preoccupato dal possibile assalto di altre squadre ai nostri ragazzi perchè ho avuto modo di parlare con molti genitori e mi hanno confermato che la scelta dei loro figli non è stata per la categoria ma per come vengono trattati e seguiti da noi. E’ ovvio che la retrocessione impatti, ma dobbiamo avere la forza, dal punto di vista gestionale e di pianificazione, di tornare al più presto dove meritiamo e mantenere il più a lungo possibile un settore guiovanle che è un asse portante della nostra società”.

Chiusura, come detto ad inizio articolo, citando Churchill e auspicando una pronta rinascita: “Quello che dobbiamo guardare in questo momento non è tanto la sconfitta ma il coraggio e la volontà di rialzarci per andare avanti e proseguire nel cammino. E’ questo il messaggio più importante da interiorizzare. Dobbiamo riuscire a convertire questa enorme amarezza in un’opportunità ed un’occasione per crescere e tornare più forti di prima”.

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