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Il punto sulle Rondinelle alla vigilia di Spal-Brescia

Il Brescia paga una direzione societaria problematica e arriva al “Mazza” per risollevare la stagione: i numeri non sono confortanti ma i precedenti sono a favore della leonessa

Dopo 17 giornate, il Brescia è tornato alla vittoria nell’ultimo turno di campionato contro la Ternana. Era dal 27 novembre 2022 (2-0 contro la Spal) che le rondinelle non conquistavano 3 punti e grazie al successo ottenuto sulle Fere al “Rigamonti” i biancoblù, già spacciati e dati per retrocessi, hanno fatto un passo avanti in classifica superando il Benevento e riaprendo le speranze di salvezza. Il Brescia si presenta quindi a Ferrara con una rinnovata energia e con la volontà di dare seguito al risultato positivo di Pasquetta.

CROLLO – Ma cos’è successo al Brescia dopo il 27 novembre? Alla 14° giornata le rondinelle vinsero 2-0 contro i biancazzurri e sancirono la seconda sconfitta consecutiva della gestione De Rossi. Con quel successo, il Brescia si aggiudicava il terzo posto in classifica. Da allora è iniziato un lunghissimo tracollo che ha portato i biancoblù all’ultima posizione in graduatoria: 5 punti in 17 partite (0V, 5N, 12P), di cui 3 arrivati dall’inizio di marzo. Questo vuol dire che a dicembre, gennaio e febbraio il bottino della leonessa è stato di soli 2 punti: è rimasta letteralmente a bocca asciutta.

STORIA – Come si spiega una simile disfatta? Semplice: 4 allenatori in 2 mesi e una gestione caotica in perfetto stile Massimo Cellino. Ma andiamo per gradi. Il Brescia ha iniziato la stagione sotto la guida di Josep Clotet (profilo che la Spal conosce bene), che vinse 5 partite nelle prime 6 giornate. Tuttavia sono poi arrivate una serie di sconfitte e pareggi (tra cui il 6-2 contro il Bari) che hanno portato all’«esonero forzato» – spiegò il patron Cellino – dell’allenatore spagnolo dopo 18 giornate e 24 punti. La panchina venne affidata ad Alfredo Aglietti, ex Reggina, Chievo Verona ed Hellas Verona (con cui conquistò la promozione in serie A nel 2019) tra le tante: bastarono 1 pareggio e 1 sconfitta affinché fosse silurato con una mail. La rosa tornò sotto la gestione Clotet, ma il tecnico ex Spal non andò oltre 3 sconfitte in 3 partite, per cui venne allontanato nuovamente. Davide Possanzini fu quindi promosso da allenatore della Primavera a mister della prima squadra. Lo storico collaboratore di De Zerbi ottenne 0 punti in 2 gare e il suo epilogo fu scontato: esonero, giustificato anche per visioni di gioco opposte al presidente Cellino. Spazio allora per Daniele Gastaldello, vice di Clotet nella prima (febbraio-giugno 2021), seconda e terza gestione al Brescia. L’ex Sampdoria ha esordito con 1 sconfitta (Bari), a cui hanno fatto seguito 2 pareggi, il doppio tonfo contro Genoa e Ascoli, e la recente vittoria con la Ternana. È dunque chiaro quale sia stata la forte difficoltà che il Brescia abbia incontrato nel corso della stagione, in cui ci sono state aperte contestazioni dei tifosi al presidente Cellino per la gestione disordinata e autolesionista della squadra.

NUMERI – Il Brescia è il terzo peggior attacco (27 gol) e la peggior difesa del campionato (48 subiti). Il marcatore più prolifico è Florian Ayè con 6 reti, seguito da Flavio Bianchi con 4. Successivamente ci sono 5 giocatori a 2 gol e altre 7 rondinelle con 1 gol, per un totale di 14 marcatori differenti. Il problema realizzativo affligge anche i biancoblù: dopo il 2-0 contro la Spal e prima delle ultime 2 partite (Ascoli e Ternana) i bresciani hanno segnato 5 gol e c’è stato un lungo digiuno di 6 partite senza gonfiare la rete. La leonessa non vince fuori casa da 12 partite consecutive e in trasferta ha conquistato circa la metà dei punti (11) che ha ottenuto al “Rigamonti” (20). Se invece si parla di precedenti, il Brescia è nettamente favorito negli scontri recenti: 6 vittorie e 1 pareggio per le Rondinelle.

Nella partita di sabato 15 aprile alle 14.00 si capirà se il Brescia riuscirà a dare continuità all’ultima vittoria e se il successo contro le Fere sia stato un lampo isolato o il frutto di un percorso calcolato da Gastaldello. Vale sempre il fatto che la squadra più ordinata e cinica riuscirà a spuntarla e che il pareggio serve fino ad un certo punto (Oddo avrebbe qualcosa in contrario).

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